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10 luglio 2026
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Parlamentari repubblicani temono effetto di nuovo attacco all'Iran
di Rico Guillermo

Secondo un articolo di MS NOW pubblicato venerdì, i parlamentari repubblicani a Washington sono sempre più preoccupati per le conseguenze di una nuova escalation della guerra statunitense contro l'Iran, avvertendo che la ripresa delle ostilità potrebbe aggravare ulteriormente quello che si preannuncia già come un difficile ciclo elettorale di medio termine per il partito.

Citando un parlamentare repubblicano rimasto anonimo, l'emittente ha riportato che la ripresa degli attacchi dipinge un quadro preoccupante per il Partito Repubblicano in vista delle elezioni di novembre. Oltre al rischio immediato di un nuovo aumento dei prezzi del petrolio, il parlamentare ha affermato che una nuova guerra minaccia di minare la credibilità della Casa Bianca in termini di buon governo.

Lo stesso parlamentare ha messo in dubbio che l'amministrazione abbia delineato una strategia di uscita credibile, osservando che gli elettori tendono a concentrarsi sul costo del carburante in vista delle elezioni, un fattore che, secondo il parlamentare, ha un peso psicologico sproporzionato sull'elettorato.

Un secondo membro del Partito Repubblicano, rimasto anonimo, ha dichiarato a MS NOW che la maggior parte dei repubblicani al Congresso è favorevole, in privato, a porre fine alla guerra il più rapidamente possibile, sostenendo che la prosecuzione dei combattimenti sia politicamente svantaggiosa per il partito. A porte chiuse, secondo il rapporto, il sentimento prevalente tra i repubblicani è quello di porre fine al conflitto piuttosto che di prolungarlo.

Le elezioni di metà mandato del 2026 sono previste per il 3 novembre. Gli analisti citati nel rapporto ritengono che i repubblicani rischino di perdere il controllo della Camera, attribuendo la minaccia principalmente al calo del gradimento dell'amministrazione a causa della guerra degli Stati Uniti contro l'Iran e del conseguente aumento dei prezzi dell'energia.

Le preoccupazioni espresse questa settimana si aggiungono a mesi di malcontento interno al Partito Repubblicano, che ha seguito da vicino l'andamento della guerra stessa. L'indice di gradimento di Trump sulla gestione economica è calato drasticamente, con alcuni sondaggi che lo collocano addirittura al di sotto del 30%.

Questo calo rappresenta una netta inversione di rotta rispetto alla promessa fatta dal partito agli elettori. I Repubblicani avevano costruito la loro campagna per il 2024 sulla promessa di ridurre i costi e ripristinare la prosperità attraverso tagli fiscali, scommettendo che questo messaggio li avrebbe portati alla vittoria nelle elezioni di medio termine.

Invece, l'aumento del prezzo della benzina, stimato tra il 30 e il 50%, ha alimentato un'inflazione generalizzata su cibo e altri beni di prima necessità, colpendo più duramente gli elettori della classe lavoratrice, che costituiscono il nucleo della coalizione di Trump.

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