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Germania: si incollano a terra contro l'invio di armi a Israele
di Claudia Faion
Le mani incollate all'asfalto, il corpo seduto a bloccare un cancello. È l'immagine di una forma di protesta diventata ricorrente in Germania, dove da mesi diversi gruppi di attivisti prendono di mira le fabbriche di armi per contestare le forniture di armamenti a Israele.
Un video di una di queste azioni è tornato a circolare in questi giorni sui social.
L'episodio più documentato risale alla scorsa primavera, a Berlino. Secondo quanto riportato dalla stampa, sette attivisti del gruppo "Peacefully Against Genocide" hanno organizzato un sit-in davanti all'ingresso degli stabilimenti della Rheinmetall, il principale produttore tedesco di armamenti, incollandosi le mani a terra per impedire il passaggio.
L'obiettivo dichiarato, spiegano i manifestanti, era fermare l'invio di armi tedesche a Israele durante la guerra nella Striscia di Gaza.
L'intervento della polizia è stato lungo: gli agenti hanno dovuto usare solventi speciali per staccare le mani dei manifestanti dall'asfalto, prima di identificarli e denunciarli. Alle sette persone sono stati contestati i reati di violazione di domicilio, violenza privata e resistenza a pubblico ufficiale.
Non è un caso isolato. Sempre in Germania, un altro gruppo di attivisti era entrato in uno stabilimento della Elbit Systems a Ulm, dando vita a un procedimento giudiziario poi ribattezzato dalla stampa il caso degli "Ulm 5".
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