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Morto in prigione dopo 40 anni di carcere
di Franca Rissi
Maher Abdel Latif Younis, uno dei prigionieri palestinesi detenuti più a lungo nelle carceri israeliane e simbolo del movimento dei prigionieri palestinesi, è morto domenica mattina a seguito di una malattia improvvisa, quasi tre anni e mezzo dopo aver finalmente riacquistato la libertà dopo quattro decenni di reclusione.
Aveva 68 anni.
La sua morte ha suscitato un'ondata di tributi da parte di organizzazioni di prigionieri palestinesi, ex detenuti e personalità politiche, che lo hanno ricordato come uno di coloro che hanno trasformato le carceri israeliane in scuole di resilienza, istruzione e consapevolezza politica.
Le preghiere funebri si terranno domenica pomeriggio presso la moschea di al-Dhahrat nella città di Ara, nei territori occupati nel 1948, dove Younis era nato e cresciuto.
Israele arrestò Younis il 18 gennaio 1983, quando aveva 25 anni, con l'accusa di aver svolto attività di resistenza e di appartenere al movimento Fatah.
In seguito a quello che fonti palestinesi hanno descritto come un duro interrogatorio, un tribunale militare israeliano lo ha condannato a morte.
La condanna è stata successivamente commutata in ergastolo, prima che le autorità israeliane la rivedessero nel 2012, fissando la pena a 40 anni.
Ha scontato l'intera pena prima di essere rilasciato il 19 gennaio 2023, diventando uno dei prigionieri palestinesi con la più lunga permanenza in carcere in Israele.
Il suo arresto è avvenuto solo poche settimane dopo quello del cugino e compagno di una vita, Karim Younis, che ha trascorso anch'egli quattro decenni nelle carceri israeliane prima di essere rilasciato.
Un terzo membro del gruppo, Sami Younis, è stato rilasciato durante lo scambio di prigionieri del 2011, prima di morire alcuni anni dopo.
Durante i quattro decenni trascorsi nelle carceri israeliane, Younis ha assistito a profonde perdite personali.
Gli fu negata l'opportunità di salutare suo padre, a sua volta ex prigioniero palestinese che aveva trascorso otto anni in detenzione israeliana prima di morire nel 2008.
Come molti prigionieri palestinesi di lunga data, anche Younis continuò a studiare durante la detenzione, conseguendo una laurea in scienze politiche nonostante decenni di reclusione.
Gli ex prigionieri ricordavano spesso il suo ruolo nei programmi educativi carcerari, negli scioperi della fame e negli sforzi collettivi volti a migliorare le condizioni dei detenuti palestinesi.
Col tempo, il suo nome è diventato sinonimo della generazione di prigionieri che ha trascorso quasi tutta la vita nelle carceri israeliane.
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