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04 luglio 2026
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Israele conferma foto di abuso su prigioniero palestinese
di Tamara Gallera

Giovedì l'esercito israeliano ha confermato l'autenticità di un'immagine ampiamente diffusa sui social media, che ritrae l'abuso di un prigioniero palestinese della Striscia di Gaza, suscitando un'ondata di indignazione.

L'immagine mostra un detenuto palestinese sdraiato a faccia in giù su un letto, bendato e legato con del filo di ferro, con una sbarra di metallo fissata alla schiena in una posizione che le organizzazioni per i diritti umani hanno definito degradante e abusiva.

Secondo la radio dell'esercito israeliano, un portavoce militare ha confermato l'autenticità della fotografia e ha dichiarato che è stata aperta un'indagine interna sull'accaduto. L'esercito non ha rivelato dove o quando si sia verificato l'abuso, né ha identificato il soldato coinvolto.

La fotografia era stata originariamente pubblicata su Instagram dal soldato israeliano Joseph Benamo, prima di essere cancellata insieme al suo account. A quel punto, tuttavia, era già ampiamente diffusa online.

L'immagine ha attirato maggiore attenzione dopo che lo scrittore palestinese Tamer Qaddoumi l'ha condivisa su X, identificando il detenuto come un palestinese presumibilmente arrestato durante le operazioni militari israeliane nel nord di Gaza.

Qaddoumi ha affermato che l'uomo era stato arrestato da soldati dell'occupazione del Battaglione Netzah Yehuda della Brigata Kfir, pur non essendo in grado di accertarne l'identità.

Il Battaglione Netzah Yehuda, un'unità di fanteria ultraortodossa all'interno della Brigata Kfir, è stato ripetutamente accusato di gravi abusi contro i palestinesi.

Organizzazioni per i diritti umani, tra cui Democracy for the Arab World Now (DAWN), hanno accusato il battaglione di uccisioni illegali, torture, gravi abusi fisici e violenze sessuali.



L'organizzazione israeliana di veterani Breaking the Silence ha affermato che l'immagine ha smascherato la "politica di tortura" dell'esercito israeliano nei confronti dei detenuti palestinesi. L'organizzazione ha dichiarato che il soldato ha caricato la fotografia del prigioniero palestinese legato e bendato, accompagnandola con la didascalia "Buongiorno".

Breaking the Silence ha sottolineato che il caso non è isolato, citando precedenti episodi in cui soldati accusati di aver torturato detenuti palestinesi sono rimasti in servizio nonostante le prove fotografiche e le gravi lesioni documentate subite dai prigionieri, tra cui polmoni perforati, costole rotte e altre forme di abuso.

L'organizzazione ha aggiunto che le strutture di detenzione israeliane si sono di fatto trasformate in "campi di tortura" dall'inizio della guerra a Gaza, rilevando che numerosi palestinesi, detenuti vivi dall'ottobre 2023, sono poi morti in custodia israeliana prima che i loro corpi venissero restituiti.

Le organizzazioni palestinesi a tutela dei prigionieri affermano che circa 9.500 palestinesi sono attualmente detenuti nelle carceri israeliane, tra cui donne, bambini e detenuti amministrativi senza accusa né processo.

Le organizzazioni per i diritti umani hanno ripetutamente documentato casi di tortura, fame, negligenza medica e altre forme di abuso contro i prigionieri palestinesi detenuti nelle strutture israeliane sin dall'inizio del genocidio a Gaza.

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