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Knesset approva in pre-lettura un ddl che limita l'adhān
di Leandro Leggeri
La Knesset ha approvato in lettura preliminare un disegno di legge che introdurrebbe nuove restrizioni alla diffusione dell'adhān, il tradizionale richiamo islamico alla preghiera, trasmesso dai minareti attraverso gli altoparlanti. Il provvedimento, presentato dal deputato Zvika Fogel del partito di Itamar Ben Gvir, è passato con 50 voti favorevoli e 36 contrari.
La proposta prevede che le moschee possano installare e utilizzare impianti di amplificazione soltanto previa autorizzazione delle autorità israeliane. I permessi verrebbero concessi sulla base di criteri quali il livello del rumore, le misure di insonorizzazione, l'ubicazione della moschea e la vicinanza ad aree residenziali. La polizia avrebbe inoltre il potere di ordinare l'immediata sospensione delle trasmissioni in caso di violazioni, con multe fino a 50.000 shekel e la possibile confisca delle apparecchiature.
I promotori della legge sostengono che l'iniziativa sia necessaria per tutelare la salute pubblica dall'inquinamento acustico. Le organizzazioni palestinesi e numerosi rappresentanti della comunità araba in Israele respingono invece questa interpretazione, denunciando il provvedimento come un grave attacco alla libertà religiosa e al diritto al culto.
L'avvocato per i diritti umani Khaled Zabarqa ha definito la proposta una «dichiarazione di guerra religiosa», accusando il governo israeliano di voler limitare la presenza dell'identità araba e islamica nello spazio pubblico. Anche il Governatorato palestinese di Gerusalemme ha condannato il disegno di legge, sostenendo che esso si inserisca in un più ampio processo di restrizioni contro le istituzioni religiose islamiche, in particolare nella città di Gerusalemme.
Resta inoltre aperta la questione dell'eventuale applicazione della normativa alla moschea di al-Aqṣā, nella Gerusalemme Est occupata, aspetto che il testo della proposta non chiarisce.
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