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NYT: USA temevano piano israeliano per uccidere negoziatori di Teheran
di Leandro Leggeri
Secondo un'inchiesta del New York Times, durante i delicati negoziati tra Washington e Teheran avviati nella primavera del 2026, funzionari statunitensi temevano che Israele potesse tentare di uccidere due delle principali figure coinvolte nei colloqui: il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf.
Stando alla ricostruzione del quotidiano, l'amministrazione Trump riteneva che un eventuale assassinio avrebbe fatto naufragare il processo negoziale e provocato una nuova escalation del conflitto. Per questo motivo gli Stati Uniti avrebbero persino chiesto ad alcuni Paesi della regione di avvertire Teheran del possibile rischio.
L'inchiesta sostiene inoltre che Washington fosse venuta a conoscenza del fatto che almeno Ghalibaf figurasse in una lista di obiettivi israeliani e avrebbe chiesto a Israele di rinunciare all'operazione.
In precedenza, sempre secondo il New York Times, Israele aveva già eliminato diversi alti dirigenti iraniani, tra cui Ali Larijani e Kamal Kharazi, entrambi coinvolti nei contatti diplomatici con gli Stati Uniti.
Il quotidiano riferisce anche che, durante una missione diplomatica in Pakistan, le autorità iraniane temevano un attacco contro la delegazione. Al ritorno da Islamabad, l'aereo di Ghalibaf avrebbe effettuato un atterraggio d'emergenza a Mashhad dopo informazioni d'intelligence su una presunta minaccia israeliana; la delegazione avrebbe quindi proseguito il viaggio verso Teheran via terra.
Secondo il New York Times, questi episodi metterebbero in evidenza la crescente divergenza tra gli obiettivi di Washington, orientata a consolidare il negoziato, e quelli del governo israeliano, che avrebbe continuato a privilegiare una strategia di massima pressione nei confronti della leadership iraniana.
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