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29 giugno 2026
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A caccia di comunisti in USA e Israele
di Santina Sconza

A caccia dei comunisti da Trump a Netanyahu e in Italia.

All'annuale conferenza della Faith & Freedom Coalition a Washington, Donald Trump ha attaccato la sinistra radicale americana usando il comunismo come arma retorica.

Il riferimento è in particolare a Zohran Mamdani, il giovane sindaco socialista eletto a New York lo scorso novembre, che Trump aveva già bollato come "comunista antisemita" durante la campagna elettorale e che ora torna a usare come simbolo della deriva progressista del Partito Democratico.

Zohran Mamdani, sindaco di New York sostiene una riforma del diritto alla casa, della polizia e delle prigioni e proponendo la municipalizzazione dei servizi pubblici.

Il presidente Trump ha ironizzato sulla facilità con cui il comunismo conquista consensi - case gratis, cibo gratis, affitti azzerati - salvo poi dipingerne le conseguenze come una catastrofe: miseria, assenza di legge, degrado da paese del Terzo Mondo.

Ha anche accusato la sinistra di voler riprendere quello che chiama la "mutilazione transgender dei bambini" e di portare avanti una guerra contro i cristiani e le chiese.

Gli avversari, ha detto, sono pronti a tutto: compreso - a suo dire - eliminare fisicamente chi si oppone a loro. "Sono animali", ha dichiarato, aggiungendo che il loro modello si regge su promesse che sanno già di non poter mantenere.

Con sarcasmo e allarme si è rivolto a una platea evangelica anticomunista convinta.

In Israele l'arresto di Mohammad Barakeh, leader del Partito Comunista Israeliano, viene utilizzato da Itamar Ben-Gvir, l'attuale Ministro della Sicurezza Nazionale di Israele e dall'intera banda di Bibi per continuare la loro campagna di persecuzione politica contro il popolo arabo palestinese e contro l'intero campo di sinistra, sia ebraico che arabo, che si oppone ai crimini e al genocidio del governo.

In Italia l'attacco sistematico ad Elly Schlein da parte del governo Meloni e di Futuro Nazionale, basta andare nelle pagine dei loro tesserati e leggere i commenti, attaccata con odio e insulti uno fra tanti 'ebrea e lesbica' per aver partecipato al Gay Pride.

Se non è nazifascismo questo voi come lo chiamate?

Se non è questo odio contro chi lotta per le classi sociali più deboli, per applicare diritti umani e civili voi come lo chiamate?

Occorre che uniamo le forze per rimandare a casa questo letame che concima odio, razzismo e caccia ai comunisti.

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