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Israele condanna a morte 650 palestinesi bisognosi di dialisi
di
Alessandro Ferretti
Il bicarbonato di sodio è una sostanza indispensabile per effettuare la dialisi perché corregge l’eccessiva acidità del sangue dovuta al malfunzionamento dei reni. Se un paziente viene messo in dialisi con un liquido privo di bicarbonato (o in quantità insufficiente), già durante la seduta può manifestare un malore improvviso chiamato sindrome da squilibrio dialitico o un grave collasso cardiovascolare.
La morte che segue inevitabilmente la mancanza di dialisi è estremamente penosa e angosciante, sia fisicamente che psicologicamente. Non è un decesso improvviso e indolore, ma un lento collasso dell’organismo che si protrae per giorni (da 7 a 14 giorni senza dialisi) durante i quali la persona è pienamente cosciente, fino alle fasi terminali.
La sensazione di annegamento a secco è spesso la sofferenza più atroce. Il liquido che i reni non filtrano si accumula nei polmoni. La persona ha una sensazione costante di soffocamento, come se stesse annegando. La respirazione diventa affannosa, rapida e superficiale e anche sdraiarsi diventa impossibile, perché tale posizione peggiora la mancanza d’aria. Il malato deve stare seduto giorno e notte, lottando per ogni respiro.
L’urea che si accumula nel sangue irrita lo stomaco e il cervello. Si prova una nausea perenne e vomito frequente, che impedisce di bere. Il paziente ha una sete atroce, ma ogni sorso d’acqua gli rimane nello stomaco o peggiora l’accumulo di liquidi nei polmoni, quindi chi lo assiste è costretto a limitargli l’acqua, aumentando la sua agonia.
L’alterazione dei sali minerali provoca crampi dolorosissimi e contrazioni muscolari involontarie in tutto il corpo. Alcuni pazienti descrivono un prurito insopportabile alla pelle, causato dall’accumulo di cristalli di urea che si depositano sotto la cute (come se la pelle fosse “ricoperta di ghiaccio che brucia”).
Infine, le tossine che avvelenano il cervello causano inizialmente forte mal di testa, poi stati di agitazione, allucinazioni, attacchi di panico e una profonda confusione. La persona non capisce più cosa le sta succedendo, alterna momenti di lucidità (in cui è terrorizzata) a momenti di delirio. Verso la fine, entra in coma, ma fino a quel momento vive un vero e proprio tormento psicologico.
La morte sopraggiunge quando il cuore si ferma o quando il cervello cessa di funzionare a causa del coma profondo. Ma fino all’ultimo respiro cosciente, il paziente ha provato sofferenze paragonabili a quelle di chi annega, di chi viene avvelenato e di chi viene torturato da crampi, il tutto mentre è lucido abbastanza per capire di stare morendo.
Ecco: questo è il futuro che attende 650 abitanti di Gaza affetti da insufficienza renale. Israele impedisce l’ingresso di questa sostanza medica nella Striscia di Gaza, nonostante la sua importanza cruciale, e il direttore del complesso medico Al Shifa di Gaza City, il dottor Mohammed Abu Salmiya, ha avvertito che le scorte del bicarbonato utilizzato nelle sedute di dialisi sono praticamente esaurite.
GIà da qualche giorno, a causa del blocco israeliano, i servizi di dialisi a Gaza avvengono in forma ridotta: la dialisi viene fatta durare due ore e mezzo invece delle quattro necessarie, due volte alla settimana invece che tre.
Non c’è un motivo al mondo per impedire la consegna di bicarbonato a Gaza. Israele sostiene che sia una sostanza “dual use”, impiegabile anche per fini militari, ma la verità è che le quantità necessarie per la dialisi sono talmente piccole che non ci si potrebbe fare neanche un petardo.
Il blocco del bicarbonato a Gaza non è quindi altro che l’ennesima tortura inflitta da Israele agli abitanti di Gaza, che da quasi mille giorni subiscono ogni vessazione possibile e immaginabile.
Attualmente non hanno speranza alcuna di un futuro migliore, in quanto i potenti dell’Occidente sono troppo impegnati ad autoincensarsi come meravigliosi portatori di civiltà e non hanno certo tempo di chiedere a Israele di permettere le consegne, e tantomeno di denunciare queste vessazioni per quelle che sono: crimini contro l’umanità, con l’aggravante che vengono perpetrati contro persone malate e in quanto malate.
La nostra meravigliosa premier Meloni e la sua principale oppositrice Schlein, troveranno il tempo di spendere una parola di denuncia verso questo crimine atroce, e di passare all’azione sanzionando Israele in ogni modo? Oppure rimarranno silenti e ignavi, come d’abitudine, lasciando sadicamente morire 650 persone tra atroci sofferenze?
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