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Infanticidio di massa
di
Emma Buonvino
Ci sono momenti in cui le parole sembrano inutili. Poi capisci che il silenzio sarebbe ancora più colpevole.
Quando una Commissione d'inchiesta indipendente delle Nazioni Unite arriva ad affermare che esistono elementi per sostenere che i bambini palestinesi siano stati colpiti in modo sistematico, non siamo più davanti a un semplice bollettino di guerra. Siamo davanti all'accusa più terribile che possa essere rivolta a uno Stato: quella di avere trasformato l'infanzia in un bersaglio.
Migliaia di bambini. Neonati. Piccoli di uno, due, tre, quattro, cinque anni. Vite spezzate prima ancora di poter imparare a leggere, a scrivere, a sognare.
E mentre Gaza veniva ridotta a un immenso cimitero di bambini, l'Occidente continuava a parlare di "diritto alla difesa", a spedire armi, a garantire copertura diplomatica, a pronunciare parole di circostanza senza il coraggio di fermare il massacro.
L'Europa, che ama definirsi la culla dei diritti umani, ha tradito se stessa.
Gli Stati Uniti hanno continuato a proteggere Israele nei consessi internazionali.
Molti governi occidentali, compreso quello italiano, hanno scelto di non rompere davvero con chi veniva accusato di violazioni gravissime del diritto internazionale. Hanno preferito la ragion di Stato alla ragione dell'umanità.
La storia non giudicherà soltanto chi ha premuto il grilletto.
Giudicherà anche chi ha continuato a fornire armi. Chi ha firmato accordi. Chi ha stretto mani. Chi ha taciuto. Chi ha voltato lo sguardo.
Perché davanti a migliaia di bambini morti il silenzio non è neutralità.
È una scelta.
E ogni scelta ha un prezzo.
Il popolo palestinese è stato lasciato solo. Abbandonato da quella comunità internazionale che si mobilita con forza quando le vittime appartengono ad alcuni popoli e trova invece infinite giustificazioni quando appartengono ad altri.
Se le accuse contenute nel rapporto delle Nazioni Unite saranno confermate, non basterà dire "non lo sapevamo". Lo sappiamo adesso.
La domanda che resterà impressa nella coscienza del mondo è un'altra:
quanti bambini dovevano ancora morire prima che l'Occidente trovasse il coraggio di dire basta?
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