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Vicino Oriente: nuovo equilibrio regionale senza gli USA?
di
Leandro Leggeri
Un'analisi pubblicata da Foreign Policy sostiene che il Vicino Oriente stia entrando in una fase di profonda trasformazione strategica. Per oltre settant'anni gli Stati Uniti hanno garantito contemporaneamente sicurezza militare e integrazione economica della regione nell'ordine internazionale. Oggi, però, questa coincidenza starebbe venendo meno.
Secondo gli autori, mentre Washington continua a rappresentare il principale garante della sicurezza attraverso basi militari, flotte navali e sistemi di difesa, la Cina è ormai diventata il principale partner economico del Medio Oriente grazie al commercio, agli investimenti infrastrutturali e alla Belt and Road Initiative.
La recente guerra tra Stati Uniti e Iran avrebbe evidenziato questa nuova realtà. Il blocco dello Stretto di Hormuz ha colpito soprattutto gli interessi energetici della Cina, principale importatore del petrolio che attraversa quel passaggio, mentre sono stati gli Stati Uniti a sostenere il costo militare del controllo dell'area.
Questa crescente separazione tra sicurezza ed economia starebbe spingendo molti Paesi della regione ad adottare una strategia di equilibrio: cooperazione economica con Pechino, partnership militare con Washington e, parallelamente, un maggiore dialogo diretto tra gli attori regionali.
Gli autori indicano come segnali di questa tendenza il riavvicinamento tra Arabia Saudita e Iran, la normalizzazione dei rapporti tra Turchia e Stati del Golfo, il ritorno di numerosi Paesi arabi ai rapporti con Damasco e la proposta saudita di un possibile patto regionale di non aggressione ispirato agli Accordi di Helsinki del 1975.
La tesi è che il Vicino Oriente non stia semplicemente passando dall'egemonia americana a quella cinese, ma stia entrando in una fase in cui economia e sicurezza dipendono da potenze diverse. In questo contesto, i governi della regione sarebbero sempre più incentivati a costruire un'architettura di sicurezza regionale autonoma, riducendo la dipendenza dai garanti esterni e cercando di gestire direttamente le proprie rivalità.
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