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25 giugno 2026
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Lasciate perdere Craxi
di Elisa Fontana

Non si placano le polemiche sulle parole di Rutte e l’apporto italiano alla guerra in Iran. Quelle parole, sostiene Rutte, avevano solo lo scopo di rabbonire “daddy” e fargli capire che né l’Italia, né l’Europa si sono tirate indietro in questa guerra di aggressione.

Ma daddy è infuriato e non ne vuol sapere di scuse e giustificazioni e ci tocca sentire Rubio dichiarare che “la nostra relazione con l’Italia continua senza impedimenti a livello militare e ad altri livelli, ma ovviamente il presidente è molto arrabbiato”.

Ma non ha finito, ove mai qualcuno non avesse capito: Trump “sente che non solo l’Italia, ma anche altri Paesi, in un momento in cui stavamo affrontando una minaccia, non solo noi, ma più in particolare l’Europa, non si sono fatti avanti per fare abbastanza e l’Italia purtroppo è fra questi”.

Ora, le improvvide parole di Rutte hanno avuto come effetto, oltre al resto, anche l’aver messo in mezzo la Nato che ufficialmente con questa guerra non c’entra. Fatto che è stato immediatamente sfruttato dalla propaganda iraniana che parla di “ammissione della complicità attiva della Nato in una guerra d’aggressione”, come era facile prevedere. Insomma, si sono mescolati la Nato e tutti i Paese europei in un minestrone in cui non si distinguono ruoli e compiti, ma con Trump è del tutto nella norma.

Vorrei però capire come si possa rimanere in silenzio davanti alle parole sia di Rutte che di Rubio. Come non si può zittire duramente il primo ricordandogli che dovrebbe essere il segretario della Nato, non il custode e il difensore dei comportamenti dell’Italia in una guerra in cui la Nato non è coinvolta?

Come si fa a non ricordargli che la Nato di cui fa parte l’Italia con l’Europa è una Organizzazione difensiva che si mette in moto quando uno dei Paesi che ne fa parte è attaccato. Al novello Kissinger risulta forse che l’Iran abbia attaccato gli USA? Risulta che gli USA abbiano dovuto difendersi da un pericolo incombente e attuale tanto da far scattare l’art.5 del Trattato della Nato e correre tutti in soccorso del povero Trump attaccato dai feroci iraniani?

Dunque, di cosa si impiccia? Ma sempre quell’ipotetico qualcuno avrebbe dovuto chiedere anche a Rubio per cosa esattamente il bravo Donald sia “molto arrabbiato”, perché mai dovremmo coprirci il capo di cenere? I voli sono partiti e noi crediamo senz’altro al ministro Crosetto quando ci assicura che dalle nostre basi siano partiti solo voli logistici e non cinetici, come se i primi non servissero ai secondi.

Qui però il punto è un altro. In base a cosa avremmo dovuto partecipare alla guerra? C’era un mandato Onu? Un’aggressione conclamata? Avevamo una autorizzazione del Parlamento? C’era solo il volere dell’imperatore, a quanto pare. Meloni e i corifei al seguito hanno scomodato il Craxi di Sigonella per incensare la concessione delle basi per una cosa che è normalmente prevista dai trattati senza andare oltre e, direi, che fino a qui non ci voleva né Craxi né nessun altro statista.

Ma quando si è innescata una crisi fra i due Paesi da quella parte dell’Atlantico chiacchierano a ruota libera con il ditino alzato impartendoci lezioni e punizioni, da questa parte il silenzio è tombale, fatta salva la dichiarazione iniziale che il governo si è strettamente attenuto ai trattati.

Ora, temo che Craxi, del quale peraltro non sono mai stata una fan, due paroline al vetriolo sia a Rutte che Rubio le avrebbe mandate, ricordando loro semplicemente la funzione della Nato e il significato della sovranità degli Stati. Ma da quella parte c’era un uomo politico consapevole del proprio ruolo e del Paese che rappresentava, qui abbiamo solo una sovranista in salsa tajanesca, siamo padroni a casa nostra ma fino ad un certo punto.

Senza contare che anche l’Iran ci chiede conto della nostra partecipazione alla guerra. Sarà sicuramente propaganda, ma gliel’abbiamo servita su un piatto d’argento, mettendo a repentaglio decenni di ottime relazioni diplomatiche e di rapporti cordiali, quelli che aiutarono moltissimo per intavolare le trattative che portarono alla liberazione di Cecilia Sala, per dire. Quella liberazione per cui andammo a baciare la sacra pantofola di Trump non ancora nemmeno insediato, sempre per dire.

Insomma, un vero capolavoro, da qualsiasi parte lo si guardi, mentre Meloni ha ritrovato la connessione con Macron sulle note di Felicità e il Parlamento aspetta che venga a riferire. Ma pare che da quel lato non voglia sentirci e, d’altra parte, come darle torto?

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