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Gaza: Israele allaga le strade con tonnellate di cemento
di
Alessandro Ferretti
Ormai è chiaro da tempo che la striscia di Gaza è diventata, per Israele, una gigantesca cavia di laboratorio sulla quale sperimentare le fantasie più sadiche mai partorite dal genere umano.
L’ultima in ordine di tempo è stata sperimentata ad Al-Maghazi, vicinissimo alla “linea gialla” che segna il confine con la parte di Striscia illegittimamente occupata da Israele. Intervistato da Drop Site News, Mahmoud Abu Shahada, un residente della zona, ha spiegato che domenica scorsa gli abitanti hanno notato dei carri armati israeliani vicino alla moschea, che hanno cominciato a sparare verso le persone in strada. Gli abitanti si sono chiusi nelle case, e poco tempo dopo hanno cominciato a sentire il rumore di una pompa in azione.
Dopo qualche tempo i rumori e gli spari sono cessati, ma alla loro uscita dalle case i residenti hanno scoperto che gli israeliani avevano allagato le strade con enormi quantità di una sostanza grigia simile a cemento. Mahmoud ha spiegato che i residenti non potevano più raggiungere il posto di lavoro, evacuare o trasportare le persone in sedia a rotelle agli appuntamenti medici. “Non possiamo nemmeno camminare per strada”, ha detto.
Un altro residente, Ibrahim Abu Hajjaj, ha raccontato che bambini e anziani sono caduti cercando di attraversare le strade ricoperte di cemento, e che il materiale si è infiltrato nelle case e potrebbe ostruire il sistema fognario. “È la prima volta nella storia della Striscia di Gaza che stiamo annegando nel cemento”, ha detto.
Molti residenti hanno dovuto sgomberare le strade a mano, mentre altri hanno recuperato cemento indurito per riparare le loro case danneggiate, poiché Israele continua a limitare l’ingresso di materiali edili a Gaza con il pretesto che possono essere impiegati per costruire tunnel.
Abu Shahada ha avvertito che se le forze israeliane lanciassero un’altra incursione nel quartiere, i residenti non avrebbero modo di fuggire: “Oltre ad essere assediati dalle cannonate, dai quadricotteri, dalle fucilate nelle strade ora siamo anche assediati dal cemento. E’ una cosa che non è mai successa, dal 2007 a oggi. Se arriverà un’incursione dell’esercito israeliano o di qualche milizia e volessimo scappare, sarebbe impossibile. Rimarremmo qui, assediati. Ci raccontano che c’è una tregua, ma di che tregua stanno parlando? Qui non c’è nessuna tregua. Ogni giorno ci sono bombardamenti, razzi che colpiscono le strade e le case. Circa dieci giorni fa un missile ha colpito una casa nella nostra via distruggendola. Cosa dovremmo fare in questa situazione?”
Io non so cosa dovrebbero fare i palestinesi a Gaza, ma so quello che dovremmo fare noi occidentali nei nostri paesi: continuare a parlare del genocidio, continuare a informare, denunciare, organizzare iniziative e proteste. Se Israele venisse sanzionata dall’Occidente avrebbe un crollo economico immediato e sarebbe subito obbligata a cessare la tortura permanente dei palestinesi; mantenere lo status quo, limitandosi a criticare Netanyahu senza adoperarsi per il completo boicottaggio dell’economia israeliana, equivale ad essere complici della più atroce campagna di sadismo indiscriminato della storia contemporanea mondiale.
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