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25 giugno 2026
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Gaza: non basta contare i morti
di Emma Buonvino

Quando si parla delle vittime di Gaza, l'attenzione si concentra quasi sempre sui morti causati direttamente dalle bombe, dai missili, dai cecchini e dai combattimenti.

Ma nelle guerre moderne esiste anche una seconda categoria di vittime: quelle che muoiono lentamente per fame, malattie, mancanza di cure, acqua contaminata e collasso dei servizi essenziali.

Secondo uno studio pubblicato nel 2026 sulla rivista scientifica The Lancet, tra il 7 ottobre 2023 e l'inizio del 2025 i decessi violenti a Gaza sarebbero stati circa 75.000, un numero superiore di oltre il 30% rispetto alle cifre ufficiali disponibili nello stesso periodo. Lo studio stima inoltre almeno 8.500 morti non violente in eccesso, dovute indirettamente alla guerra: malattie non curate, collasso sanitario, malnutrizione e altre conseguenze del conflitto.

Ma questi numeri potrebbero rappresentare solo una parte della tragedia.

Già nel 2024 un gruppo di ricercatori pubblicò su The Lancet un'analisi che ipotizzava come il numero finale delle vittime attribuibili alla guerra potesse raggiungere o superare 186.000 persone, considerando non solo i morti immediati ma anche quelli che sarebbero sopraggiunti negli anni successivi a causa della distruzione delle infrastrutture sanitarie, della fame, della carenza di acqua potabile e delle epidemie.

Oggi Gaza presenta infatti tutte le condizioni che storicamente producono grandi ondate di mortalità indiretta: ospedali distrutti o gravemente danneggiati; scarsità cronica di farmaci e materiale sanitario; sistemi idrici e fognari devastati; diffusione di malattie infettive; malnutrizione acuta, soprattutto tra i bambini; milioni di sfollati costretti a vivere in condizioni igieniche precarie.

Le categorie più esposte sono: bambini sotto i 5 anni; donne incinte e neonati; anziani; malati cronici (diabete, insufficienza renale, cardiopatie, tumori); persone con disabilità o ferite permanenti causate dalla guerra.

La storia insegna che nelle guerre prolungate le vittime indirette possono eguagliare o perfino superare quelle uccise dalle armi. Per questo molti epidemiologi avvertono che il bilancio finale di Gaza non si misurerà soltanto contando i corpi estratti dalle macerie, ma anche quelli che continueranno a morire negli anni successivi per le conseguenze dell'assedio, della distruzione e della fame.

Questo è uno dei casi in cui il numero dei morti che vediamo oggi potrebbe non essere il numero che la storia registrerà domani.

In sintesi:
circa 75.000 morti violente stimate fino all'inizio del 2025;
almeno 8.500 morti indirette aggiuntive stimate nello stesso periodo;
alcune proiezioni epidemiologiche indicano che il totale delle morti attribuibili alla guerra potrebbe arrivare o superare 186.000 persone, includendo fame, malattie e collasso dei servizi essenziali.

Bibliografia essenziale:

R. Khatib, M. McKee, S. Yusuf, Counting the dead in Gaza: difficult but essential, The Lancet, 2024. thelancet.com

M. Spagat et al., Violent and non-violent death tolls for the Gaza conflict, The Lancet Global Health, 2026. thelancet.com

Studio su mortalità e sottostima delle vittime pubblicato su The Lancet Global Health, febbraio 2026. The Guardian

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