Osservatorio sulla legalita' e sui diritti
Osservatorio sulla legalita' onlusscopi, attivita', referenti, i comitati, il presidenteinvia domande, interventi, suggerimentihome osservatorio onlusnews settimanale gratuitaprima pagina
25 giugno 2026
tutti gli speciali

L'unica democrazia del Medio Oriente
di Rossella Ahmad

Ora che anche la Commissione internazionale indipendente d'inchiesta dell'ONU sancisce senza dubbi che a Gaza è in corso un genocidio - impressionante il numero di bambini deliberatamente uccisi in un tiro al piccione che ha scosso le coscienze di tanti - mi chiedo con quale faccia gli apologeti di Israele in occidente continueranno a definirsi sionisti, filo-sionisti, amanti dei sionisti e di un progetto criminale di soggiogamento che non ha pari nell'epoca contemporanea.

Ci vuole davvero una faccia come il culo per continuare a cianciare di sostegno all'"unica democrazia mediorientale. - né unica, né democrazia né mediorientale - di fronte alle cifre dell'orrore che il rapporto ONU reitera, mettendole nero su bianco ancora una volta, dopo il rapporto dello scorso settembre, la denuncia di enti umanitari internazionali e la presa di posizione chiara e netta della Corte di Giustizia dell'Aja.

L'intento genocidario fu chiarissimo sin dall'inizio, con lo spostamento coatto dei civili da una parte all'altra della striscia mediante ordini di evacuazione completamente illegali, perché, come sottolineato dalla relatrice Francesca Albanese, una potenza occupante deve garantire agli sfollati l'accesso incondizionato ai beni essenziali. Come stabilito dalla legge e dalle convenzioni internazionali, inoltre, un popolo sotto occupazione è titolare di uno speciale status di protezione di cui è garante la comunità internazionale.

Nulla di tutto ciò avvenne, ed il popolo palestinese fu lasciato solo, in balia di un progetto di annientamento che prendeva di mira innanzitutto la sua componente più vulnerabile e simbolica, le donne ed i bambini, strategia d'elezione per distruggere la continuità biologica e l'esistenza futura della componente palestinese a Gaza, ed atta a creare le condizioni di vita peggiori per le migliaia di bambini amputati, invalidi a vita, malati senza speranza di poter essere curati, e la compromissione grave della salute riproduttiva e neonatale.

Uno storico israeliano, Omer Bartov, ha dichiarato che la negazione ed il non voler vedere sono due fenomeni tipici delle società coinvolte in genocidi. "Il prezzo della negazione ricade su tutti. Prima o poi ogni comunità deve fare i conti con ciò che ha permesso".

Siamo già in un mondo post-israele. Anche se non sembra. Anche se la presenza di questa entità genocida è avvertita come più evidente che mai nel contesto geopolitico, la sua breve e sanguinosa epopea storica si avvia verso il naturale epilogo.

Sarà una vergogna, prima ancora che un crimine da perseguite, avere appoggiato, sostenuto, blandito e fornito copertura ad un infame progetto novecentesco di colonialismo ed annientamento.

Diventerà una vergogna da cui prendere le distanze persino essersi definiti sionisti che, nell'ottica dei raziocinanti, è né più né meno equivalente al definirsi trafugatori di spazi altrui e dell'altrui storia. Qualcosa di abietto, ancor più per chi abbia fatto lo splendido - il diritto di israele, signora mia - utilizzando la pelle di un popolo innocente.

VAI A TUTTE LE NOTIZIE SU GAZA


per approfondire...

Dossier diritti

_____
NB: I CONTENUTI DEL SITO POSSONO ESSERE PRELEVATI
CITANDO L'AUTORE E LINKANDO
www.osservatoriosullalegalita.org

°
avviso legale