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24 giugno 2026
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Israele: Turchia e Siria peggio dell'Iran
di Leandro Leggeri

ISRAELE: «TURCHIA E SIRIA PIÙ PREOCCUPANTI DELL’IRAN». CHIKLI PARLA DI UN «ASSE DEI FRATELLI MUSULMANI»

Il ministro israeliano per gli Affari della Diaspora, Amichai Chikli, esponente del Likud, ha dichiarato che la Turchia di Erdoğan e la Siria guidata da Ahmed al-Sharaa rappresentano oggi una minaccia «molto più preoccupante dell’Iran» per Israele.

Intervenendo al JNS International Policy Summit di Gerusalemme, Chikli ha sostenuto che «l’era dell’impero sciita formato da Iran, Siria di Assad e Hezbollah è finita» e che starebbe emergendo un nuovo «asse dei Fratelli Musulmani» composto da Turchia, Siria e Qatar.

Secondo il ministro israeliano, «la Turchia di Erdoğan e la Siria di al-Sharaa sono ora molto più preoccupanti dell’Iran». Chikli ha inoltre affermato che il governo siriano guidato da Ahmed al-Sharaa, nato dall’evoluzione di gruppi jihadisti attivi nel nord-ovest della Siria, non potrebbe convivere pacificamente con Israele.

Le dichiarazioni si inseriscono in un clima di crescente tensione tra Ankara e Tel Aviv. Nelle ultime settimane diversi esponenti politici israeliani hanno definito la Turchia una potenziale minaccia strategica. Il deputato del Likud Ariel Kellner ha parlato apertamente di «Stato nemico», mentre il ministro della Cultura Miki Zohar ha sostenuto che Israele debba iniziare a trattare Ankara come un avversario.

Anche l’ex primo ministro israeliano Naftali Bennett, tra i principali sfidanti di Netanyahu, aveva dichiarato nei mesi scorsi che «la Turchia è il nuovo Iran».

Parallelamente, alcuni analisti israeliani ritengono che la crescente influenza regionale di Ankara, il rafforzamento dell’industria della difesa turca e il ruolo assunto dalla Turchia in Siria stiano progressivamente spostando l’attenzione strategica israeliana dal fronte iraniano a quello turco.

Le dichiarazioni di Chikli sembrano confermare una tendenza sempre più evidente all’interno di parte dell’establishment israeliano: la percezione della Turchia come principale sfida strategica di lungo periodo nel Vicino Oriente post-guerra con l’Iran.

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