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23 giugno 2026
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Haaretz: Netanyahu ha rafforzato Hezbollah
di Tamara Gallera

Secondo il quotidiano israeliano Haaretz, il principale risultato dei recenti colloqui tra Stati Uniti e Iran in Svizzera è stato il riconoscimento de facto da parte di Washington dell'Iran come partner nell'attuazione di un cessate il fuoco in Libano, insieme al riconoscimento implicito di Hezbollah come parte del dialogo con cui Israele deve coordinare le proprie risposte.

In un editoriale intitolato "Netanyahu ha rafforzato Hezbollah", il giornale ha sostenuto che questo sviluppo fa seguito a mesi di rifiuto da parte del Primo Ministro Benjamin Netanyahu di impegnarsi in colloqui "autentici" con il governo libanese. Tali colloqui avrebbero richiesto passi reciproci e concessioni da entrambe le parti. Invece, secondo l'editoriale, Netanyahu ha "ancora una volta rafforzato gli estremisti indebolendo i moderati".

Haaretz ha inoltre avvertito che Netanyahu ha posto Israele a un pericoloso bivio. Da un lato, un ritiro dal Libano conferirebbe a Hezbollah maggiore legittimità nazionale e coronerebbe i successi dell'Iran come una "vittoria completa e reale". D'altro canto, la continua occupazione del territorio libanese potrebbe acuire, o addirittura consolidare, la frattura con l'amministrazione statunitense.

L'editoriale suggeriva che l'opzione meno dannosa sarebbe stata un ritiro graduale, ma completo, dal Libano, questa volta in pieno coordinamento con il governo libanese, cercando al contempo di ricompensare Beirut piuttosto che Hezbollah, ove possibile.

Haaretz affermava inoltre che Israele non può garantire la sicurezza dei suoi coloni attraverso il controllo territoriale e l'occupazione di terre che non gli appartengono, respingendo al contempo il concetto di "cinture di sicurezza" come un'illusione, sostenendo che il loro costo si è dimostrato di gran lunga superiore ai benefici.

Tali approcci, ha concluso, non possono sostituire la costruzione di relazioni basate su accordi con gli Stati regionali e la ricomposizione della frattura con gli Stati Uniti.

Questo fa seguito ai colloqui tra Iran e Stati Uniti in Svizzera; il primo round di colloqui dopo l'accordo mediato dal Pakistan il 22 giugno. Tra gli accordi chiave figurano un meccanismo di monitoraggio del cessate il fuoco in Libano, accordi coordinati per lo sblocco dei beni iraniani congelati e un allentamento temporaneo delle sanzioni sul fronte energetico.

Parlando dell'esito dei colloqui, Ghalibaf ha affermato che le due parti hanno stabilito quadri di coordinamento esplicitamente volti a sostenere la sovranità e l'integrità territoriale del Libano, insieme a meccanismi per gestire le disposizioni sul campo a seguito di un'eventuale cessazione delle ostilità.

Secondo l'alto funzionario iraniano, i colloqui hanno prodotto un accordo per istituire centri di coordinamento congiunti incaricati di facilitare il ritorno dei civili libanesi sfollati e di sovrintendere al ritiro delle forze israeliane che occupano il territorio libanese.

Ghalibaf ha inoltre osservato che un meccanismo di monitoraggio separato sarà responsabile del tracciamento e dell'indagine di potenziali violazioni di qualsiasi accordo di cessate il fuoco in Libano, garantendo una risposta strutturata e verificabile alle controversie man mano che si presentano.

Il presidente del Parlamento ha anche confermato che sono stati presi accordi procedurali per eventuali futuri incontri con il vicepresidente statunitense JD Vance, qualora se ne presentasse la necessità. Tali incontri, ha spiegato, avrebbero lo scopo di dare seguito al memorandum d'intesa e di risolvere i disaccordi ancora in sospeso tra le parti.

Ghalibaf ha descritto questi canali di comunicazione come parte di un processo di coordinamento in corso, volto a sostenere il dialogo e prevenire un'escalation, segnalando che entrambe le parti, almeno per ora, sembrano impegnate a mantenere aperto il canale diplomatico.

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