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Israele uccide un altro giornalista
di Rosa Rinaldi
Ancora un omicidio di un giornalista da parte dello Stato più terrorista del pianeta.
il cameraman di Al Jazeera Ahmed Samir Wishah è stato ucciso da un raid contro la sua abitazione nel campo profughi della città di al-Bureij, nel cuore della Striscia.
Due mesi fa Israele aveva ammazzato anche suo fratello Mohammed, bruciandolo vivo nella sua auto, nella città di Sheikh Ajleen.
La cosa veramente sconvolgente e che lascia inorriditi, tanto assurda da non risultare neanche credibile, è che basta che Israele pronunci la magica parola "terrorista" per ammazzare chiunque voglia e dovunque voglia o per fare tutto ciò che vuole:
radere al suolo interi villaggi, avvelenare falde acquifere, bombardare campi profughi o depositi di farmaci, stuprare medici o assassinare giornalisti.
In un mondo giusto si dovrebbe fare la stessa cosa con loro e con le loro stesse tecniche, bastanti le generiche accuse di terrorismo.
Cosa, tra l'altro, perfettamente aderente alla realtà
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