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22 giugno 2026
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Sumud: il ricamo come forma di resistenza
di Emma Buonvino

Ci sono forme di resistenza che non impugnano armi, non pronunciano discorsi e non occupano le prime pagine dei giornali.

Una di queste è il ricamo.

In Palestina il tatreez, l'antica arte del ricamo tradizionale, non è mai stato soltanto un ornamento. Ogni punto, ogni colore, ogni motivo raccontava una storia.

I ricami permettevano di riconoscere il villaggio da cui proveniva una donna, la sua famiglia, la sua terra. Erano una carta geografica cucita sul tessuto, un'identità indossata sul petto.

Quando molti villaggi palestinesi furono cancellati, distrutti o svuotati dei loro abitanti, quei ricami rimasero. Divennero memoria. Divennero una patria che nessuno poteva confiscare.

Una donna che ricama non sta soltanto decorando un abito. Sta custodendo il ricordo di una casa, di un ulivo, di una strada, di un luogo che forse non esiste più sulle mappe ma continua a vivere nella memoria di chi l'ha amato.

E poi c'è una parola che racchiude tutto questo.

Sumud. È una parola palestinese che significa fermezza, perseveranza, capacità di restare.

Non è eroismo spettacolare. Non è una resistenza fatta di slogan.

Il sumud è la madre che prepara il pane sotto una tenda. È il padre che trova un po' d'acqua per lavare il volto di suo figlio. È chi spazza il pavimento di un rifugio sapendo che il vento riporterà la sabbia poche ore dopo. È chi continua a piantare alberi, a cucire vestiti, a mandare i bambini a giocare, a immaginare un domani.

Il sumud è la scelta ostinata di vivere quando tutto intorno spinge alla disperazione.

È dire: "Sono ancora qui".

È affermare la propria esistenza ogni giorno, nonostante la guerra, la fame, la distruzione e la paura.

Per questo un ricamo palestinese non è soltanto un ricamo. E una donna che impasta il pane non sta soltanto preparando il pranzo.

Entrambi stanno raccontando la stessa cosa: che un popolo può essere ferito, disperso, affamato, bombardato, ma finché conserva la memoria e la volontà di restare, la sua storia continua.

Questo è il sumud.

La resistenza silenziosa di chi, nonostante tutto, continua a coltivare la speranza.

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