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19 giugno 2026
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Sondaggio: israeliani non si fidano dei negoziati di Trump
di Franca Rissi

Un nuovo sondaggio televisivo israeliano ha rivelato crescenti preoccupazioni tra i coloni israeliani riguardo ai negoziati tra il presidente statunitense Donald Trump e l'Iran, con un'ampia maggioranza che esprime scarsa fiducia nella capacità di Washington di tutelare gli interessi israeliani in un eventuale accordo futuro.

Il sondaggio, pubblicato giovedì dal Canale 12, ha rilevato che il 71% degli intervistati non si fida di Trump per la protezione degli interessi israeliani in un accordo con l'Iran. Solo il 13% ha dichiarato di avere fiducia nel presidente statunitense, mentre il 16% si è dichiarato indeciso.

I risultati indicano un calo significativo del sostegno rispetto al sondaggio condotto una settimana prima, quando il 62% esprimeva sfiducia e il 21% si dichiarava fiducioso nei confronti di Trump sulla questione.

Questi dati rappresentano un notevole cambiamento nell'opinione pubblica nei confronti di un presidente statunitense che tradizionalmente ha goduto di un forte sostegno tra gli elettori israeliani. Il cambiamento si verifica in un contesto di crescente preoccupazione per il memorandum d'intesa recentemente firmato tra Stati Uniti e Iran e di disaccordi sempre più pubblici tra i funzionari di Washington e Tel Aviv.

Il sondaggio evidenzia anche una crescente insoddisfazione per la gestione delle relazioni con gli Stati Uniti da parte del Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu durante i negoziati con l'Iran.

Alla domanda se la condotta di Netanyahu avesse avvantaggiato o danneggiato gli interessi israeliani nell'accordo tra Stati Uniti e Iran, il 52% ha risposto che li ha danneggiati. Solo il 24% ha ritenuto che le sue azioni avessero giovato agli interessi israeliani, mentre un altro 24% si è dichiarato incerto.

I risultati suggeriscono che la maggioranza degli intervistati considera l'attuale traiettoria diplomatica una battuta d'arresto per gli obiettivi strategici del governo di occupazione, in particolare per quanto riguarda il programma nucleare iraniano e la sua più ampia influenza regionale.

Il sondaggio è stato condotto nell'ambito di un'indagine più ampia sulle intenzioni di voto in vista delle elezioni generali previste per ottobre.

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