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Hezbollah rafforzato dalla guerra all'Iran
di Leandro Leggeri
Dopo quasi due anni segnati da pesanti perdite, dalla morte di Hassan Nasrallah e da continui attacchi israeliani, Hezbollah appare oggi molto più fiducioso rispetto ai mesi successivi alla guerra del 2024.
Secondo un'analisi pubblicata dal Financial Times, il movimento sciita libanese avrebbe tratto nuovo slancio dal recente accordo tra Stati Uniti e Iran. Teheran avrebbe infatti imposto un cessate il fuoco in Libano come condizione preliminare dell'intesa con Washington, dimostrando un sostegno diretto al proprio alleato libanese.
Particolarmente significativo è stato il coinvolgimento militare iraniano. Per la prima volta la Repubblica islamica è intervenuta direttamente in difesa di Hezbollah, lanciando missili balistici contro Israele dopo un attacco israeliano su Beirut. Un gesto che, secondo diversi osservatori, ha rafforzato il prestigio dell'organizzazione presso la sua base sociale.
Nel frattempo Hezbollah avrebbe sfruttato i mesi di tregua per riorganizzarsi, ricostruire parte delle proprie strutture e adattare le proprie tattiche. Tra le innovazioni segnalate figurano l'impiego crescente di droni esplosivi in prima persona (FPV), simili a quelli utilizzati nel conflitto ucraino, considerati più difficili da intercettare rispetto ai modelli precedenti.
L'articolo evidenzia inoltre un crescente radicamento dei consiglieri dei Guardiani della Rivoluzione iraniana all'interno delle strutture militari e di sicurezza del movimento, segnale di un legame sempre più stretto tra Beirut e Teheran.
Resta però aperta la questione del futuro del Libano meridionale. Hezbollah ha dichiarato che continuerà a combattere finché truppe israeliane resteranno sul territorio libanese, mentre il governo Netanyahu ha ribadito l'intenzione di mantenere una presenza militare nella cosiddetta "zona di sicurezza" lungo il confine.
Molto dipenderà dall'attuazione concreta dell'accordo tra Stati Uniti e Iran. Per Hezbollah e per i suoi sostenitori, tuttavia, una cosa appare già chiara: il movimento non si considera più sulla difensiva e ritiene di essere uscito dalla guerra politicamente rafforzato
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