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18 giugno 2026
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Minima immoralia
di Elisa Fontana *

Indiscrezioni giornalistiche danno conto di un blitz di Marina Berlusconi sul suo sonnacchioso partito. L’ordine impartito a Forza Italia è quello di accelerare l’ennesima riforma sulla prescrizione e portarla a casa entro agosto.

Sarebbe la quinta riforma della prescrizione in venti anni. Finirà che i processi si prescriveranno ancor prima di iniziare, con sommo gaudio di Silvio che li guarda tutti affettuosamente dall’alto dei cieli.

La zarina Giusy Bartolozzi, assurta agli onori delle cronache durante i fiammanti giorni del referendum per il suo pacato giudizio sui magistrati (“sono plotoni d’esecuzione”), nella furia meloniana post-referendaria era stata esautorata dal suo incarico di braccio destro di Nordio.

Il CSM aveva disposto il suo rientro in magistratura, dopo un vano tentativo di essere mandata a Londra come magistrato di collegamento, cioè come responsabile della cooperazione giudiziaria fra Londra e Roma. Ma a questa carica si è opposto strenuamente il buon Tajani e così sembrava scontato il rientro in magistratura.

Ma il Richelieu del governo Tommaso Foti ha fatto richiesta per averla come consigliera giuridica e così la zarina uscirà da via Arenula per rientrare a Palazzo Chigi. Una veloce riabilitazione e una nuovo incarico che servirà a tenerla occupata e magari controllata, ove mai magari le venisse in mente di dire qualcosa sul caso Almasri.

Meloni è andata dal Boss (come si è autodefinito) a riannodare una storia d’amore politica finita troppo male e troppo presto. In realtà le è bastata una foto per poter millantare che lei e Trump sono amici, due persone dal carattere forte che difendono ciascuno l’interesse della propria nazione. E noi l’abbiamo visto bene come ha difeso i nostri interessi con i dazi che erano una opportunità, l’acquisto di gas e petrolio statunitense, gli investimenti pretesi negli USA da parte delle nostre aziende e sicuramente mi sfugge qualcos’altro.

Pare che, non sapendo come fare a sbarazzarsi di Salvini, stia prendendo corpo l’ipotesi di candidarlo come sindaco di Milano. Non so se l’ennesima sciagura politica si abbatterà su Milano, ma non dite che non vi avevo avvertiti.

Ieri il Parlamento europeo ha dato il via libera al nuovo Patto per le migrazioni, quello che vuole trasformare l’Europa in una fortezza inespugnabile e non vuole sentir parlare di migranti. Il patto è passato grazie all’alleanza ormai organica fra il PPE (i moderatissimi, ricordate) e tutta l’estrema destra fascista.

Che, appunto, appena il patto è stato approvato si è esibita in cori belluini di giubilo che a me hanno ricordato le sconcezze che vedemmo nel nostro Parlamento quando cadde il governo Prodi, fra cappi e fette di mortadelle. Qui l’aggravante sta nel fatto che si giubila scompostamente non contro un pari avversario politico, ma contro gli ultimi del mondo, contro gli indifesi, i perseguitati, i poveri, i reietti a maggior gloria delle nostre tanto strombazzate radici cristiane.

Non dimentichiamole queste immagini della vergogna, le immagini dei ricchi epuloni che ballano sulle sofferenze altrui.

* Coordinatrice Commissione Politica e Questione morale dell'Osservatorio


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