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17 giugno 2026
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Esperto: guerra contro Iran sconfitta peggiore del Vietnam
di Leandro Leggeri

In un articolo pubblicato da Foreign Policy, il politologo Paul Musgrave sostiene che la guerra contro l'Iran si sia trasformata in una sconfitta strategica per gli Stati Uniti persino più significativa del Vietnam.

Secondo l'autore, il paragone può apparire paradossale. Il conflitto con l'Iran è durato poche settimane, ha causato un numero relativamente limitato di vittime statunitensi e non ha provocato le profonde lacerazioni sociali che caratterizzarono gli anni della guerra in Indocina. Tuttavia, proprio l'assenza di immagini simboliche paragonabili a Saigon 1975 rischierebbe di nascondere la portata delle conseguenze geopolitiche.

Musgrave sostiene che il Vietnam, pur essendo costato enormemente in termini umani e politici, non compromise gli interessi strategici fondamentali degli Stati Uniti, che avrebbero poi vinto la Guerra Fredda e mantenuto la propria posizione dominante nel sistema internazionale.

La guerra contro l'Iran, al contrario, avrebbe prodotto effetti molto più profondi. L'autore evidenzia come l'intervento non abbia portato a un cambio di regime favorevole a Washington, ma abbia rafforzato le componenti più radicali del sistema politico iraniano. Inoltre, la sopravvivenza delle principali capacità strategiche di Teheran metterebbe in dubbio l'efficacia di future campagne militari volte a neutralizzare il programma nucleare iraniano.

Particolarmente significativo, secondo Musgrave, sarebbe il risultato ottenuto dall'Iran sul piano strategico: la dimostrazione pratica della capacità di influenzare il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz e, di conseguenza, l'economia mondiale. Un elemento che l'autore considera una sfida diretta a uno degli obiettivi storici della politica estera statunitense: la garanzia della libertà di navigazione nelle principali rotte commerciali globali.

L'articolo sostiene inoltre che il conflitto abbia evidenziato limiti inattesi delle capacità militari occidentali, dalla profondità degli arsenali alla tenuta dei sistemi difensivi in una guerra ad alta intensità e prolungata.

La conclusione è netta: mentre gli Stati Uniti poterono progressivamente lasciarsi alle spalle il Vietnam, Washington dovrà convivere a lungo con le conseguenze della guerra contro l'Iran. Una situazione che, secondo Musgrave, potrebbe indebolire la credibilità americana presso alleati e avversari e rendere il Vicino Oriente uno dei principali problemi strategici degli anni Trenta del XXI secolo.

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