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Braccianti stranieri: dalla Calabria proposte concrete
di Viola Fiore
Oggi alle 18.00, alla Casa del Popolo "Giuseppe Valarioti" di Rosarno (Via Elvethia 8) si tiene l'Assemblea del Patto Territoriale per un'accoglienza diffusa e dignitosa dei lavoratori braccianti.
Scopo è ribadire che lo sfruttamento nei campi si combatte con i diritti:
– Case nei centri abitati, lontano dai ghetti e fuori dalle aziende: affittare le tante case vuote deve essere la prima linea d'azione.
– Permesso di soggiorno per tutti, sganciato dal contratto di lavoro: finché il permesso dipende dal padrone, il bracciante resta ricattabile.
– Collocamento pubblico contro caporali e intermediari: la mediazione di manodopera va spezzata e restituita al pubblico.
– Stesso lavoro, stesso salario: pretendere il rispetto del CCNL e del contratto provinciale è il minimo, così come la giusta registrazione delle giornate in busta paga.
"Il caporalato - sostiene USB Reggio Calabria - è la punta dell'iceberg di un sistema agricolo che si regge sullo sfruttamento. A dirlo, indirettamente, sono le stesse istituzioni che propongono premialità per le aziende in regola: se l'azienda corretta va premiata come un'eccezione, vuol dire che la regola è lo sfruttamento... le parole non bastano più. Costruiamo risposte collettive".
 
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