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Che brutta fine, Italia.
di Rino Ingarozza
"Fossa comune per te e la tua famiglia; a casa zingara; remigrati; la beduina ha parlato; topo di fogna, maledetta; gli piace proprio farsi stuprare; farete una brutta fine; sparati; merda sappiamo dove vivete".
Sono solo alcuni dei 13.700 (al momento) commenti letti in aula dalla deputata del PD, Ouidad Bakkali (di origin marocchina, ndr) nell'aula del Parlamento italiano.
13.700!
Tredicimilasettecento insulti. Insulti razzisti, sessisti.
Tredicimilasettecento menti che hanno partorito queste porcherie.
Tredicemasettecento polpastrelli (per due... visto che di solito si usano due dita per scrivere) che hanno digitato queste frasi.
Tredicimilasettecento italiani. Tredicimilasettecento elettori.
Tredicimilasettecento persone.
Non penso ci sia molto altro da aggiungere. Anzi, penso non ci sia null'altro da aggiungere.
Basta leggere le loro frasi. Non c'è molto da capire. È tutto così chiaro.
Solo una cosa mi sento di dire: la destra ha bisogno di creare mostri da dare in pasto ai suoi elettori. Con la complicità di stampa e televisioni.
Non sarebbe un problema se ci fossero delle teste pensanti, delle teste capaci di decisioni.
Non sarebbe un problema se ci fossero gli antidoti. Purtroppo loro mirano ad eliminare gli antidoti: stampa libera, magistratura, intellettuali intellettualmente onesti.
Sinceramente sono molto preoccupato.
Eravamo il Paese di Dante, di Manzoni, di Leopardi, di Sciascia, ma anche di Matteotti, di Gramsci, di De Gasperi, di Pertini e (permettetemi) di Berlinguer, siamo diventati il Paese di questi qui e di quelli che li imboccano.
Che brutta fine, Italia.
 
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