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Haaretz: Iran secondo fallimento di Netanyahu dopo il 7 ottobre
di Mauro W. Giannini
Il dossier Iran è il secondo fallimento strategico più significativo nella lunga carriera politica di Benjamin Netanyahu, superato solo dalla profonda battuta d'arresto del 7 ottobre 2023, ha affermato martedì Amos Harel, analista di affari militari di Haaretz.
Nella sua analisi, Harel ha osservato che la guerra a Gaza non ha portato al completo smantellamento del movimento di resistenza Hamas, né ha conseguito la "vittoria israeliana assoluta" che Netanyahu aveva ripetutamente promesso.
Allo stesso tempo, ha valutato che l'evoluzione della situazione in Iran è tutt'altro che favorevole dal punto di vista israeliano, aggiungendo che qualsiasi accordo alle condizioni attuali sarebbe considerato in Israele profondamente deludente.
Harel ha inoltre osservato che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sembra intenzionato a porre fine alla guerra e a ridurre il coinvolgimento militare statunitense nella regione. Ha suggerito che l'accordo in evoluzione probabilmente non soddisferà le ambiziose aspettative che Netanyahu aveva cercato di alimentare e proiettare.
L'analista ha anche avvertito che la spaccatura politica e operativa tra Netanyahu e Trump potrebbe ampliarsi nel prossimo periodo, estendendosi potenzialmente oltre la questione iraniana per includere il fronte libanese.
Queste valutazioni giungono in un contesto di crescenti critiche interne a Israele nei confronti della leadership di Netanyahu in tempo di guerra, in particolare per quanto riguarda l'Iran, con alcuni commentatori che interpretano l'intesa tra Stati Uniti e Iran come una battuta d'arresto politica per lui.
I media israeliani hanno riportato una diffusa delusione in Israele in seguito all'annuncio dell'intesa tra Stati Uniti e Iran.
Funzionari israeliani avrebbero ammesso un grave deterioramento delle relazioni con Washington, unitamente alla percezione che gli Stati Uniti avessero "ceduto alle richieste dell'Iran riguardo al Libano".
In questo contesto, l'ex primo ministro israeliano Ehud Barak ha definito l'accordo tra Stati Uniti e Iran "estremamente negativo", affermando che Israele sta pagando il prezzo dell'"arroganza e della cecità di Netanyahu" e che "non ha raggiunto nessuno degli obiettivi della guerra".
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