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Bianco a chi?
di Clara Statello
Bianchi con i bianchi
Questo articolo farà rosicare molti, ma del resto io non ho mai cercato di stare simpatica a nessuno, anzi.
Mi è capitato per caso di trovare l'immagine di uno sticker inneggiante al suprematismo bianco (vedi corsivo in alto). Il significato è chiaro: ripulire la razza italiana, le donne angeli del casolare devono accoppiarsi solo con uomini bianchi.
Un vecchio leit motive che la dice lunga sulle insicurezze del maschio italico.
Partiamo subito mettendo le cose in chiaro: noi italiani non siamo bianchi. O per lo meno, lo siamo nella misura in cui lo sono turchi, tunisini, albanesi, marocchini, ebrei sefarditi.
Uno svedese vede noi italiani esattamente come noi italiani vediamo quelli che attualmente sono denominati "maranza". Fatevene una ragione, la razza bianca è quella centro-nord europea.
Ciò dà la misura di quanto siano patetiche le rivendicazioni etnico-razziali che fungono da retropensiero per questo volantino.
Il commento di Burzum su Salvini lo spiega in modo semplice: quest'uomo non è europeo, è semita.
Non siamo bianchi, siamo della stessa razza dei maranza. Guardatevi attorno, guardatevi allo specchio, soprattutto se vivete in sud Italia, dove abbiamo un ricchissimo e variegato patrimonio genetico, il DNA di tutti i popoli del Mediterraneo.
Uno come Vannacci potrebbe essere scambiato tranquillamente per algerino, berbero o curdo. Noi italiani che parliamo di coppie bianche facciamo ridere i polli, siamo come i neri che votano lega, patetici.
Messo in chiaro questo, andiamo al secondo punto , quello ancora più antipatico: l'insicurezza dei maschi che odiano gli africani e temono le coppie miste.
Per anni, dal '91 fino al primo decennio del nuovo millennio, abbiamo ricevuto l'immigrazione dai paesi dell'est Europa.
Siccome da Romania, Albania, Ucraina, Polonia, paesi Baltici, etc arrivavano per lo più belle ragazze, giovani e persino minorenni, l'immigrazione non è stata considerata un minaccia nazionale.
Anzi, i nostri uomini pagavano per andare con queste ragazze. La purezza della razza italica non era affatto un problema.
Ricordo situazioni spaventose: ragazze che arrivavano in Italia, costrette a prostituirsi per le strade o nei night. Quelle più giovani e carine diventavano prostitute di alto bordo. In città come Sassuolo, Montecatini, non era raro vedere queste giovanissime ragazze bellissime dell'est a bordo di Ferrari o Lamborghini decappottabili, guidati da viscidoni panzuti in là con gli anni.
Molte di queste donne venivano letteralmente ingannate. Arrivavano in Italia con la promessa di un lavoro regolare, venivano private dei documenti, sequestrate, picchiate e costrette a battere per pagare le spese del viaggio o del "mantenimento".
Sotto il ricatto dei documenti.
Altre si prostituivano di loro spontanea volontà, con l'obiettivo di stare 4 - 5 anni qui, accumulare 20-30 Mila euro, tornare in patria e comprare casa per sé e la famiglia.
Le grandi occasioni storiche fornite ai popoli dell'est dopo "l'arrivo della libertà"!
C'erano anche altre situazioni, ugualmente spaventose: persone attirate in Italia con l'inganno che finivano nelle campagne a fare gli schiavi, a Rosarno, Vittoria, Cassibile, Nardò.
Nei casolari, come al solito, alle donne succedeva di tutto.
Quando l'immigrazione serviva ai maschi italici per scopare, nessuno si lamentava! Nel mirino dei razzisti c'erano ancora i terroni.
Nessuno distribuiva volantini come questo, nessuno diceva l'Italia agli italiani.
Adesso, coi barconi, non arrivano più belle donne, giovanissime, da portare a letto, con cui mettere le corna alle mogli.
Adesso arrivano maschi africani giovanissimi e con corpi statuari, atletici e prestanti. Adesso le cornute non sono più le donne italiane, ma rischiano di essere maschi.
Alla base del razzismo e della xenofobia, c'è anche il fatto che viene messo in discussione il dominio sulla donna. Ancora una volta, si replica lo stereotipo: l'africano che porta via le nostre sorelle, le nostre cugine, le nostre mogli, le nostre madri. Uno stereotipo molto in voga nel ventennio fascista.
Ciò, ovviamente, tradisce un profondo senso di insicurezza del maschio europeo in crisi. E un ancestrale maschilismo da parte di certi nostri compatrioti.
Questo bigliettino sulla purezza razziale coniugale non è che la conferma.
Quando lo capirete che non siamo bianchi, ma siamo Mediterranei? i nostri fratelli non sono gli svedesi, che ci considerano Untermenschen, sono i popoli del Mediterraneo, dagli spagnoli ai turchi a libanesi, palestinesi, tunisini e marocchini.
 
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