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15 giugno 2026
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Nordio e Mussolini
di Santina Sconza

Ci mancava, si ci mancava la dichiarazione del ministro Nordio.

"Forse gli organizzatori non sanno che il libro più importante per la nostra giustizia, cioè il codice penale, reca la firma di Mussolini", lo afferma il ministro della Giustizia Carlo Nordio.

L’intervento del Guardasigilli arriva a commento della richiesta di sottoscrivere una dichiarazione di antifascismo per gli espositori, proposta dai promotori della fiera nazionale della piccola e media editoria "Più libri Più liberi", prevista a Roma per il prossimo dicembre.

Il ministro della giustizia già magistrato, ha giurato per ben due volte sulla Costituzione, e mente spudoratamente sapendo di mentire.

È vero che il codice Rocco, cioè l'attuale Codice Penale italiano è ancora in vigore. Promulgato nel 1930 durante il regime fascista, costituisce tuttora l'architettura principale del sistema sanzionatorio del Paese.

Nonostante l'impianto originale sia rimasto, il Codice è stato profondamente modificato nel corso degli anni per renderlo compatibile con i principi della Costituzione repubblicana.

La Corte Costituzionale ha rimosso le norme più illiberali e autoritarie e cancellato la pena di morte.

Riforme legislative: Sono state eliminate la pena di morte (già con i decreti luogotenenziali del 1944) e sono stati introdotti istituti nuovi come le misure alternative alla detenzione.

Il Codice di Procedura Penale: L'omonimo codice di procedura del 1930 è stato invece completamente sostituito nel 1989 con l'attuale codice di stampo accusatorio.

Il ministro della giustizia mente spudoratamente e lo fa con cognizione di causa, questo governo sta riportando il Codice Rocco alle leggi liberticide della dittatura fascista.

Da più potere e immunità al potere politico, abolisce il reato di abuso d'ufficio, che era previsto dall'articolo 323 del codice penale, con la legge cd. "Nordio", Legge n. 114/2024 recante "Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale, all'ordinamento giudiziario e al codice dell'ordinamento militare".

Con il Decreto Sicurezza 2026 (Legge 24 aprile 2026, n. 54, di conversione del D.L. 24 febbraio 2026, n. 23) entrato ufficialmente in vigore il 25 aprile 2026, colpisce chi manifesta e si oppone a questo governo liberticida.

Questo decreto di sicurezza comprime e sopprime le libertà civili e politiche dei cittadini.

Le novità del provvedimento si concentrano su diversi ambiti:

- Sicurezza urbana: nuove regole e sanzioni per il porto di armi bianche e istituzione di "zone rosse".

- Ordine pubblico: introduzione dell'arresto differito per reati commessi durante manifestazioni e contrasto alla violenza giovanile.

- Immigrazione e Forze dell'ordine: disposizioni su immigrazione, protezione internazionale e potenziamento degli strumenti operativi.

- Decreto sicurezza liberticida, il ministro Nordio dovrebbe interrogare la sua coscienza, lui che come magistrato ha avuto il compito di applicare la legge, amministrare la giustizia e tutelare i diritti, se le riforme che ha introdotto sono leggi democratiche o liberticide.

Deve interrogare la sua coscienza e chiedersi se è responsabile del suicidio dei due studenti di Torino, denunciati dalla polizia per le manifestazioni a favore della Palestina dell’autunno scorso, a cui sono state applicate le norme restrittive e liberticide del decreto sicurezza.

* Già presidente provinciale ANPI Catania


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