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Non li abbiamo visti arrivare?
di Elisa Fontana
Credo sia arrivato il momento, anche storico, di fermarci, dare un’occhiata a quel che ci circonda, porci qualche domanda fondamentale e cercare risposte chiare.
E’ indubbio che il filo nero dell’estremismo fascista ha sempre accompagnato la vita della nostra Repubblica fin dal suo inizio. Prima in forme semi clandestine, poi via via in modo sempre più aperto fino ad arrivare ai tentativi eversivi e stragisti. E grande fu il dibattito negli anni Settanta sull’eventuale scioglimento del Movimento Sociale, la creatura di Almirante, il padre della patria di Giorgia Meloni.
Non se ne fece nulla, sulla base dell’idea che la democrazia sarebbe stata più forte di quei tentativi eversivi. E in un certo senso era vero, come era vero, però, un diverso clima politico in cui tanti dei protagonisti di allora erano stati direttamente partigiani o anche senza esserlo stati avevano una cultura democratica, un senso dello Stato e delle istituzioni che oggi ci sogniamo.
Per non parlare dei cittadini, la cui partecipazione alla vita democratica oggi sarebbe inimmaginabile.
Chiusa quella stagione abbiamo voluto convincerci che il problema era superato e talmente residuale da non impensierire la democrazia.
E così sono stati sottovalutati e misconosciuti tanti indizi che andavano in direzione opposta a tanta cieca serenità, i saluti fascisti a certe riunioni, i “presente”, i pellegrinaggi a Predappio con annesso commercio nostalgico alla luce del sole, tutto tollerato tutto ritenuto normale, tutto digerito.
Ma dietro quella tolleranza, quei commerci, quelle braccia alzate si muoveva tutta una galassia dell’estremismo, ignorata beatamente dalla democrazia e inglobata dentro i partiti della destra, MSI prima e FDI poi. Aspettavano solo il detonatore adatto per poter esplodere, detonatore che è arrivato con la vittoria delle destre alle elezioni del 2022. Nessuno si aspetti atti eversivi, attentati o cose del genere, non ce n’è alcun bisogno.
No, la vera vittoria è consistita nello sdoganamento dell’indicibile che non solo oggi viene urlato da tutti i palchi, ma smuove quel ventre molle dell’elettorato sempre pronto a donarsi all’uomo o alla donna della provvidenza, soprattutto se urla a squarciagola. E così siamo qui che non solo parliamo di remigrazione, ma dobbiamo assistere anche a marce organizzate in tal senso da tutta la galassia estremista di destra che promette di “assediare il Parlamento”.
Perché a nessuno viene in mente che il discorso politico non debba essere libero e che ciascuno non possa dire quel che vuole, ma devono essere assicurati dei paletti che sono quelli previsti dalla Costituzione oltre i quali non si può andare. Perché se tu definisci anormali gli omosessuali e vorresti remigrare tutti gli immigrati, ma tutti tutti, anche quelli che avrebbero diritto all’asilo o quelli che lavorano, stai andando contro un paio di articoli della Costituzione che assicurano uguaglianza a tutti i cittadini senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche personali e sociali.
E non ci si può nascondere dietro la burletta che si chiamino anormali gli omosessuali perché rappresentano il 5% della popolazione e, dunque, si discostano dalla norma. Allora definire i generali anormali da oggi è possibile perché sono sicuramente una minoranza della popolazione? E vogliamo parlare dell’art. 8 che garantisce la libertà di culto per chiunque e non dice tranne l’Islam e le loro moschee?
E ancora, l’art.10 che recita “Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge”, altro che remigrazione per tutti e manifestazioni bellamente autorizzate. Le manifestazioni per la remigrazione cosa sono se non incitamento all’odio e alla discriminazione?
Vogliamo finalmente prendere atto che gente così ha tutto il diritto di ululare le sue sconcezze politiche a chi vuole sentirle, ma che non possono essere trasformate in movimenti o partiti politici in plateale opposizione con la nostra Costituzione?
Certo sperare in una resipiscenza democratica da parte di questo governo è follia, ma chi ha a cuore la nostra tenuta democratica, l’opposizione in primis, ma tutti i cittadini democratici, dovrebbero farsi carico di questa pressante richiesta, invece di stare lì a fare i conti della serva e vedere se Vannacci può essere o meno dannoso per la destra e le sue velleità di vittoria alle prossime elezioni.
Poi quando arrivano, nessuno dica di non averli visti arrivare: sono già qui.
* Coordinatrice Commissione Politica e Questione morale dell'Osservatorio
 
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