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14 giugno 2026
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Paesi islamici contro Somaliland che apre ambasciata in Al-Quds
di Mauro W. Giannini

Il presidente regionale del Somaliland, Abdirahman Mohamed Abdullahi, è arrivato domenica nei territori palestinesi occupati per una visita ufficiale con funzionari israeliani. "Oggi segna una tappa storica nel nostro percorso e l'inizio di un nuovo capitolo nelle relazioni tra il Somaliland e Israele", ha dichiarato il presidente israeliano Isaac Herzog.

Si tratta della prima visita di questo tipo da parte di un presidente del Somaliland e fa seguito ad anni di contatti riservati tra le due parti. L'inaugurazione ufficiale dell'ambasciata del Somaliland a Gerusalemme Est (al-Quds) occupata è prevista per il secondo giorno della visita.

Diciannove paesi islamici hanno condannato, in una dichiarazione congiunta, l'intenzione della regione di aprire una "presunta ambasciata" a Gerusalemme Est (al-Quds) occupata, definendola una "violazione flagrante" del diritto internazionale e delle risoluzioni internazionali sulla legittimità.

È opportuno sottolineare che, nel dicembre dello scorso anno, Israele ha ufficialmente riconosciuto la cosiddetta "Repubblica del Somaliland" come "stato indipendente e sovrano", suscitando un'ampia condanna da parte di attori arabi, africani e internazionali. Il crescente riavvicinamento ha suscitato forti critiche in tutto il mondo arabo e da parte del governo somalo, che sostiene che il Somaliland sia parte integrante del suo territorio e afferma che Israele stia violando la sovranità della Somalia e minando la stabilità regionale.

Oggi, il presidente somalo Hassan Sheikh Mohamud ha criticato duramente Israele per aver riconosciuto il Somaliland come "stato indipendente", accusando l'entità israeliana di sfruttare la disputa di lunga data tra Mogadiscio e il governo separatista. Parlando all'emittente locale Dawan TV, Mohamud ha descritto la mossa come uno dei momenti più bui della storia moderna della Somalia. "Tel Aviv sta approfittando della disputa di lunga data tra Mogadiscio e Hargeisa", ha affermato.

Il presidente somalo ha spiegato che il suo governo ha valutato diversi approcci per affrontare la questione del Somaliland, ma ha optato per il dialogo e la persuasione piuttosto che per l'azione militare. Mohamud ha affermato che il processo è durato più di trent'anni, ma ha sostenuto che, date le circostanze, l'impegno pacifico rimane l'opzione più appropriata.

Ha ribadito la posizione della Somalia, secondo cui il Somaliland rimane parte integrante del Paese, e ha sottolineato che qualsiasi riconoscimento della regione minerebbe la sovranità e l'unità territoriale della Somalia.

Mohamud ha inoltre osservato che la Somalia non ha mai stabilito relazioni diplomatiche con Israel", aggiungendo di considerare l'occupazione israeliana un'aggressione contro il popolo palestinese.

Questi sviluppi giungono a pochi mesi dall'annuncio del Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu, il 26 dicembre 2025, secondo cui Israele avrebbe riconosciuto il Somaliland come "Stato indipendente", 35 anni dopo la dichiarazione di indipendenza del governo separatista dalla Somalia. Netanyahu ha presentato la decisione come coerente con lo "spirito" dei colloqui di normalizzazione mediati dagli Stati Uniti, che hanno portato alla normalizzazione delle relazioni tra l'occupazione israeliana e diversi stati arabi nel 2020.

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