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La caccia all'immigrato
di Rossella Ahmad
Mi scrive un amico in privato e mi assicura che no: loro, i "sovranisti", ce l'hanno con l'immigrazione selvaggia come concetto, mica con gli immigrati come persone. Soprattutto mica coi musulmani come religione.
Il che sarebbe fisiologico e anche giusto in tempi grami come questi. Dal 2020 è stata inaugurata una gestione autoritaria dell'economia e della società come condizione necessaria alla sopravvivenza del capitalismo stesso. Il mantenimento del sistema capitalistici è divenuto semplicemente impraticabile entro società costruite su base liberal-democratica.
I più intelligenti tra noi lo avevano compreso subito, e molto dolorosamente.
Masse inutili di consumatori sempre meno produttive sarebbero state irreggimentate col bastone del contenimento forzato e della propaganda, come preconizzò lucidamente Fabio Vighi, professore di Teoria della Critica all'università di Cardiff.
Ed è la propaganda che ha avuto la meglio persino sul bastone del contenimento.
Non sapendo e non potendo fornire risposte adeguate ai grandi problemi sociali esplosi a partire dal 2020 - ma forse anche prima - la politica ha cavalcato il facile espediente del capro espiatorio: l'immigrato che ti vuole rubare l'ultimo piatto di minestra e il musulmano che vuole imporre il burka alla "tua" donna.
Tutti i totalitarismi sono stati costruiti secondo il medesimo schema.
Non è stato mai difficile. Soprattutto è gioco facile oggi, in un paese da decenni afflitto dalla piaga dell'analfabetismo, non solo funzionale ma reale. Per capirlo, basta leggere i commenti lasciati in rete a migliaia, a futura memoria di cosa diventò ad un certo punto della storia la nazione in cui nacque Dante Alighieri.
Quindi direi di no. La caccia è proprio all'immigrato, meglio se musulmano.
E come sempre dico, non è necessario essere delle cime per interpretare con giustezza i fenomeni politici e sociali in atto, bastava osservare ciò che è accaduto da Gaza ad oggi.
Il vuoto valoriale siderale che Gaza ha scoperchiato ma anche la necessità di enfatizzare un capro espiatorio il più possibile funzionale alla propaganda imperial-sionista, utile anche alla gestione e alla direzione da imprimere alla rabbia dell'italiano medio.
Per comprendere tutto ciò era però necessario possedere i requisiti base di intelligenza pratica. Il minimo sindacale di logica elementare. Capire il problema e cercare soluzioni giuste, razionali, definitive. Per ciò che sia possibile.
E invece la stupidità impera, a tutto vantaggio del sistema. Le cinque immutabili leggi sulla stupidità ci informano che sottovalutiamo spesso e volentieri il numero di individui stupidi in circolazione e, soprattutto, ne sottovalutiamo il potenziale nocivo.
Legge aurea è che caratteristica degli stupidi è causare danno ad altri senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo una perdita.
È tali sono i generalissimi che blaterano di remigrazione senza sapere ciò che dicono. Ma di essi parlerò altrove.
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