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Teheran: se si va all'accordo cambiamo le regole di Hormuz
di Leandro Leggeri
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che la gestione dello Stretto di Hormuz non tornerà alla situazione precedente alla guerra, lasciando intendere un cambiamento significativo nelle modalità di transito attraverso uno dei passaggi marittimi più importanti del pianeta.
Secondo Araghchi, lo stretto ricade «sotto la sovranità dell'Iran e dell'Oman» e, se in passato le navi hanno attraversato liberamente queste acque per anni, in futuro Teheran intende introdurre un sistema di pagamento per i servizi forniti lungo la rotta.
Le dichiarazioni arrivano mentre proseguono i negoziati successivi al cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. Lo stesso capo della diplomazia iraniana ha precisato che le questioni centrali del dossier – in particolare il programma nucleare e il regime sanzionatorio – restano ancora irrisolte.
Araghchi ha inoltre avvertito che i colloqui verso un accordo definitivo non potranno avanzare senza l'attuazione concreta degli impegni previsti nel memorandum d'intesa già raggiunto. «La natura dell'altra parte è quella di violare gli impegni; creano mille e uno problemi nella fase di implementazione, e noi abbiamo già vissuto questa esperienza», ha affermato.
Le parole del ministro iraniano suggeriscono che Teheran intenda trasformare il controllo geografico esercitato sullo Stretto di Hormuz in una leva politica ed economica permanente.
Se confermata nei fatti, questa scelta potrebbe avere conseguenze rilevanti per il commercio energetico mondiale, dal momento che una quota significativa delle esportazioni globali di petrolio e gas continua a transitare attraverso questo chekpoint strategico.
Resta tuttavia da capire quale forma concreta assumerebbe questa nuova politica iraniana e fino a che punto la comunità internazionale sarebbe disposta ad accettarla senza contestazioni sul piano giuridico e diplomatico.
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