 |
A rischio i lavoratori del PNRR
di Aranka Korosi
Diciamo la verità.
Senza la bombola d'ossigeno del PNRR, la crescita economica dell'Italia sarebbe ferma a zero.
La Banca d'Italia ha stimato che il piano ha attivato 375.000 occupati complessivi (soprattutto nei cantieri privati). Il "record" di occupazione di questo governo esiste grazie ai soldi dell'Europa, non alle riforme strutturali.
Mentre la politica festeggia i record occupazionali, migliaia di lavoratrici e lavoratori assunti grazie al PNRR guardano al futuro con preoccupazione.
Dietro la narrazione dei "record storici di occupati" di cui si vanta la premier Giorgia Meloni, c'è una data di scadenza che nessuno vi dice: il 30 giugno. Quel giorno scadranno migliaia di contratti PNRR. Cosa succederà a queste famiglie dal 1° luglio?
11.200 lavoratori della Giustizia (Ufficio per il Processo): hanno contribuito a ridurre l'arretrato dei tribunali e a raggiungere gli obiettivi imposti dall'Europa.
Il Ministero ne stabilizzerà solo una parte.
Fino a 10.000 assistenti e tecnici nella Scuola (personale ATA): quelli che gestiscono la burocrazia dei progetti digitali.
Dopo il 30 giugno 2026: quanti posti saranno realmente salvati? E quanti lavoratori, dopo aver contribuito a modernizzare il Paese, rischieranno di essere lasciati indietro?
Perché dietro ogni statistica c'è una persona. E dietro ogni persona c'è una famiglia che merita risposte.
Migliaia di lavoratori PNRR. Migliaia di famiglie. Chi ne parla?
 
Dossier
diritti
|
|