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12 giugno 2026
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USA: i Mondiali dell'esclusione
di Franca Zanaglio

L'arbitro somalo Omar Artan, uno dei migliori arbitri africani, che è stato respinto dalle autorità degli USA, pur avendo tutti i documenti in regola, e non potrà esercitare la sua professione durante i mondiali, rientrato in patria è stato accolto come un eroe.

E' andata meglio ad Aymen Hussein, l'attaccante che ha portato l'Iraq al Mondiale dopo quarant'anni, chiuso in una stanza dell'aeroporto di Chicag, interrogato per sette ore, col telefono controllato, fino al via libera, mentre rispedivano indietro dopo dieci ore il fotografo della nazionale.

Alcune altre cronache dei mondiali 2026:

• Il visto del calciatore svizzero(-camerunese) Embolo è stato sottoposto a revisione e ha potuto unirsi alla sua squadra solo pochi giorni dopo.

• La nazionale iraniana ha trascorso giorni ad occuparsi delle procedure di visto presso il Consolato degli Stati Uniti in Turchia. Gli Stati Uniti hanno permesso loro di entrare solo nei giorni della partita. Il ritiro l'hanno spostato a Tijuana, per paura (nel marzo scorso sempre Trump disse che per gli iraniani non sarebbe stato "appropriato" venire, "per la loro stessa vita e sicurezza"). A quindici membri della delegazione è stato negato il visto.

• La nazionale sudafricana è arrivata negli Stati Uniti molto più tardi del previsto perché a parte della delegazione non è stato concesso il visto.

• I membri dello staff della nazionale del Senegal sono stati costretti a togliersi le scarpe e sottoposti a lunghe perquisizioni, scatenando accuse di razzismo.

• La nazionale dell'Uzbekistan è stata perquisita con cani antibomba e il filmato è diventato virale sui media internazionali.

• Ad alcuni tifosi scozzesi, nonostante fossero idonei ad entrare negli USA senza visto, sono state revocate le autorizzazioni di viaggio pochi giorni prima della partenza.

• A molti tifosi di varie nazionalità che avevano già acquistato biglietti e prenotato alloggi sono stati respinti le domande di visto, con costi non rimborsabili.

Trump ha detto che i Mondiali non andrebbero dati ai paesi pericolosi.: ci domandiamo perché mai i mondiali siano stati dati agli Stati Uniti.

E' un paese sicuro quello che in un solo anno ha deportato più di 500 mila persone? E' un paese sicuro quello in cui si è istituita una milizia di mercenari con libertà di picchiare ed uccidere oltre che d'arrestare, bambini compresi?

E' sicuro un paese dove si uccidono dei manifestanti?

E' sicuro il paese nelle cui undici città del campionato sono stati fatti 167.000 arresti, dove si sono verificate sparatorie (una vicino al ritiro della squadra inglese) ed accoltellamenti?

Per la sicurezza di giocatori e spettatori certamente l' AmeriKKKa era il paese da cui tenerli lontani.

C'è da dire che moltissimi tifosi che già avevano prenotato alberghi e biglietti l'anno scorso, appena istituito l'ICE ed iniziate le deportazioni, avevano disdetto.

Spero che non avvengano brutti episodi, anche se lo temo.

Questo mondiale andrebbe boicottato e il presidente della FIFA Gianni Infantino dovrebbe fare quello che gli ha suggerito Ruud Gullit: DIMETTERSI!

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