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Colombia: proposta sospensione del presidente Petro
di Vitoria Sobral
La Presidente della Commissione d'inchiesta e accusa colombiana, Gloria Arizabaleta, ha proposto la "sospensione provvisoria" del Presidente Gustavo Petro dalla carica fino alle ore 16:00 del 21 giugno, nell'ambito di un'indagine in corso sulle accuse di aver svolto attività politiche vietate ai presidenti in carica dalla legge colombiana.
Secondo il documento ufficiale, Petro o il suo rappresentante legale dovranno essere formalmente informati del provvedimento tramite l'indirizzo email ufficiale della Presidenza e informati dei loro diritti legali, comprese le disposizioni relative a "qualsiasi beneficio che possa derivare da una confessione o dall'ammissione di colpa".
Il documento aggiunge che, qualora non fosse possibile effettuare la notifica personale, si applicheranno le procedure previste dal Codice disciplinare generale colombiano.
Infine, si dispone che la decisione venga comunicata al Dipartimento amministrativo della Presidenza per l'attuazione della sospensione proposta, nonché al Ministero pubblico per ulteriore notifica.
L'ordinanza stabilisce che non è possibile presentare ricorso contro il provvedimento, proponendolo come decisione procedurale e di gestione del caso, pur sottolineando che Petro conserva il diritto di presentare prove e di difendersi nel corso del procedimento.
Chiarisce inoltre che tutte le comunicazioni legali pertinenti devono essere emesse e che la decisione deve essere formalmente comunicata, notificata ed eseguita nell'ambito del processo istruttorio.
La proposta giunge in un clima di accresciuta tensione politica in vista del ballottaggio presidenziale colombiano del 21 giugno. L'indagine si concentra sulle accuse di indebita interferenza di Petro nella campagna elettorale attraverso una serie di post sulla piattaforma social X tra il 2023 e il 2025. La legge colombiana, in generale, vieta ai funzionari pubblici in carica, incluso il presidente, di partecipare ad attività politiche di parte, ad eccezione dell'esercizio del diritto di voto.
La Commissione colombiana ha avviato indagini disciplinari e penali nei confronti di Petro nelle scorse settimane, a seguito di denunce secondo cui alcune sue dichiarazioni pubbliche e post online potrebbero essere interpretati come sostegno a candidati allineati al suo movimento politico. Gli inquirenti stanno esaminando almeno 15 post sui social media nell'ambito dell'inchiesta.
La proposta di sospensione ha scatenato un dibattito giuridico e politico, con i critici che sostengono che, secondo la Costituzione colombiana, solo il Senato può sospendere o rimuovere un presidente in carica, seguendo le procedure costituzionali previste. Diversi politici ed esperti legali hanno messo in dubbio la legittimità della Commissione d'inchiesta e accusa di imporre autonomamente una misura di questo tipo.
La controversia si sviluppa mentre i colombiani si preparano al ballottaggio, seguito con grande attenzione, tra il candidato di sinistra Iván Cepeda, alleato politico di Petro, e l'avvocato di destra Abelardo de la Espriella. L'esito determinerà se il progetto politico di Petro potrà proseguire dopo la scadenza del suo mandato, prevista per la fine dell'anno.
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