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Kharg: la trappola strategica di Trump
di Leandro Leggeri
Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti colpiranno nuovamente l'Iran e che, «in un futuro non troppo lontano», prenderanno l'isola di Kharg, il principale terminale petrolifero della Repubblica islamica. A colpire non è soltanto il tono della dichiarazione, ma il verbo utilizzato: taking. Non bombardare, non colpire, ma prendere.
Se si trattasse di semplici raid aerei, ci troveremmo di fronte a uno scenario già noto. L'idea di occupare Kharg, invece, apre interrogativi ben più complessi. L'isola dista appena poche decine di chilometri dalla costa iraniana e rappresenta uno dei nodi energetici più importanti del Vicino Oriente. Proprio per questo, qualsiasi tentativo di mantenerne il controllo esporrebbe le forze americane a una pressione continua fatta di droni, missili, artiglieria costiera e minacce navali asimmetriche.
La questione, dunque, non è se gli Stati Uniti siano in grado di sbarcare a Kharg. Dal punto di vista strettamente militare, dispongono dei mezzi necessari per farlo. Il problema è ciò che accadrebbe il giorno dopo. Un'isola priva di profondità strategica, dipendente da linee logistiche vulnerabili e situata praticamente sotto il naso dell'avversario rischierebbe di trasformarsi rapidamente da simbolo di forza a fonte di logoramento.
In un mio recente articolo, "Kharg, la Baia dei Porci del Golfo", pubblicato su Eurasia – Rivista di Studi Geopolitici, avevo sostenuto che il vero rischio non fosse il fallimento dello sbarco iniziale, bensì il successo stesso dell'operazione. Una volta conquistata, Kharg potrebbe infatti diventare una posizione sempre più costosa da difendere, alimentando una spirale di escalation regionale senza offrire una chiara via d'uscita strategica.
La storia militare è ricca di operazioni che apparivano brillanti sulla carta e che si sono poi trasformate in fardelli politici e strategici. Nel caso di Kharg, la domanda fondamentale resta la stessa: non se l'isola possa essere presa, ma se possa essere mantenuta senza che il prezzo da pagare superi i benefici attesi.
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