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10 giugno 2026
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Atti e ricatti
di Gianluca Testoni

È diffuso il convincimento che oltre ad essere un asset strategico tra due Paesi, l'alleanza USA-🇮🇱 si basi su relazioni personali tra Trump e Netanyahu ove il secondo di fatto ricatti il primo grazie a materiali altamente compromettenti sulla façon de vivre del POTUS. Così impostata la relazione permetterebbe la condotta genocidiaria ed espansionistica del piccolo Stato asiatico.

Sicuramente il fattore personale incide ma attribuire lo strapotere di Gerusalemme su Washington solo a questo e molto riduttivo.

I quasi 6.000.000 di ebrei-americani non rapperesentano solo una piccola minoranza demografica, anzi: dalla Accademy ai Fondi finanziari (BlackRock, Vanguard, StateStreet ecc) i padroni dell'Occidente, dai vertici della Intelligence USA, a buona parte del Congresso con le sue Commissioni, dagli oligarchi della Silicon Valley ai columnist della carta stampata e tanto tanto altro appartengono a questo 2,2% della popolazione.

Per non parlare delle associazioni come AIPAC, JDC, AJC e altre in grado (secondo un documento pubblico redatto per sostenere 🇮🇱con una quota dei patrimoni privati dei soci) di raccogliere 68miliardi di dollari all'anno(!). La pressione di questo apparato non è riducibile ad un ricatto personale. O almeno non solo a quello visti i ruoli pubblici e privati che ho elencato.

Rula Jebreal per significare l'impotenza attuale USA cita Ronald Reagan che chiamò Menachem Begin (exterrorista dell'Irgun e responsabile del massacro di Deir Yassin, allora Premier) ordinandogli di cessare il fuoco a Beirut e fermare l'olocausto(usò proprio questo termine)entro un'ora. Il Primo Ministro 🇮🇱 dopo soli venti minuti chiamò il Presidente USA comunicando lo stop al conflitto. Secondo Jebreal ciò conferma la differente e volitiva preponderanza americana di allora.

Rula però dimentica il dopo.

La telefonata fu il 12 agosto 1982.

Sette mesi dopo, il 18 aprile 1983, a Beirut un furgone farcito di tnt "à la libanaise" fece saltare in aria l'Ambasciata USA causando 63 morti dei quali la metà erano agenti CIA ("La disfatta della CIA" Robert Baer).

Il 23 ottobre 1983, sempre a Beirut, un camion talmente pieno di tritolo da occludere parabrezza e finestrini esplose davanti al Comando della Forza Multinazionale disintegrando uno dei 3 palazzi di 10 piani in schiera. Morirono 241 marines.

Pochi minuti dopo un altro veicolo esplosivo si schiantò contro il QG dei paracadutisti francesi 58 militari morti. Entrambi gli attentati furono rivendicati da un gruppo autonominatosi Jihad Islamica, che è un nome assai generico come se in Italia negli anni '70 spuntasse un gruppo chiamato I Terroristi.

La versione venne presa per buona soprattutto dagli USA che con una capriola accusarono l'Iran di essere il mandante delle stragi.

Allora il Libano era in mano al potentissimo Servizio Segreto siriano Mukhabarat, gli iraniani non erano in grado ed Hezbollah doveva ancora nascere.

Voci interne alla CIA, vedi sopra, dicevano la battuta (?!) che i "libanesi" attentatori portavano la kippah.

E Reagan muto.

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