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10 giugno 2026
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Minacce telefoniche ad attivista palestinese
di Samir Al Qaryouti

Mazyid Saqf Al – Hait: "Ho appena ricevuto una chiamata da un numero privato. La persona all'altro capo si è presentata come "Azrael in persona" (l'Angelo della Morte) e mi ha detto:

"Ti sei intromesso troppo nei nostri affari, abbiamo taciuto e sopportato, ma ora siamo arrivati al limite con te. Ti prometto che, prima di prendere la tua anima, prenderò quella di tuo figlio Majdi e ti farò soffrire per lui. E se non conosci Azrael, chiedi di lui alle tue figlie."

Ha menzionato tutti e tre i miei figli per nome. Questa conversazione è stata per sua natura diversa da quelle precedenti, e percepisco un pericolo reale che minaccia me e la mia famiglia. Ci tengo a sottolineare che non ho inimicizie con individui o gruppi che possano spingere qualcuno a minacciarmi in questo modo, al di là delle critiche che ho esercitato, nei limiti della legge, nei confronti dell'Autorità di Autogoverno (l'Autorità Palestinese) e dei suoi sistemi "giudiziario e di sicurezza", facendo sempre appello alla legge.

Sento che questa grave minaccia di origine ignota sia il risultato delle mie legittime critiche all'operato dell'Autorità. Sento inoltre che questa minaccia provenga dai servizi di sicurezza, da esponenti influenti della Procura Generale o della magistratura, o forse da altri enti ad essi collegati; pur percependo questo, non sto accusando nessuno nello specifico.

Allo stesso tempo, coloro che hanno la capacità di chiamarmi da un numero privato attraverso la rete palestinese "Jawwal" e minacciare la mia incolumità e quella della mia famiglia costituiscono un cerchio molto ristretto. Le moderne tecnologie in possesso della compagnia "Jawwal" e dei servizi di sicurezza sono in grado di individuarli, se solo lo volessero.

Pertanto, ritengo l'Autorità – a tutti i suoi livelli politici e di sicurezza, in primis il Primo Ministro, i Ministri della Giustizia e dell'Interno, i capi dei servizi di sicurezza, il Procuratore Generale e il Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura – pienamente responsabile della mia incolumità e di quella della mia famiglia. Chiedo che i responsabili siano chiamati a risponderne, insieme a chiunque abbia utilizzato i social media per incitare contro di me tramite post o commenti."

Mazyid Saqf Al-Hait (spesso traslitterato anche come Mazyad Saqf Al-Hayat o Saqfalheit) è un attivista politico e critico palestinese, noto per le sue posizioni fortemente contrarie alle politiche della leadership dell'Autorità Nazionale Palestinese (ANP) guidata da Mahmoud Abbas (noto come Abu Mazen).

I dettagli principali che lo riguardano includono:

• L'attivismo e il dissenso: Saqf Al-Hait è una voce critica in Cisgiordania che denuncia pubblicamente le dinamiche di governance, la gestione della sicurezza interna e la compressione della libertà di espressione da parte delle autorità locali palestinesi.

• L'arresto e le violazioni: All'inizio di gennaio 2023, è stato tratto in arresto a Nablus dai servizi della Sicurezza Preventiva (Preventive Security Service) dell'ANP. Durante le udienze in tribunale assistite dall'organizzazione indipendente "Lawyers for Justice" (Avvocati per la Giustizia), l'attivista ha denunciato di aver subito percosse, maltrattamenti e torture durante la detenzione.

• Le accuse ufficiali: La Procura palestinese lo aveva formalmente accusato di "oltraggio all'autorità" e minaccia all'ordine pubblico, una tipologia di reato frequentemente contestata ai dissidenti politici e agli attivisti per i diritti umani nell'area. Dopo alcuni giorni di mobilitazione e rinvii, il tribunale di Nablus ne ha disposto il rilascio dietro cauzione.

Le forti tensioni e i rischi per l'incolumità che affrontano figure come Saqf Al-Hait si inseriscono in un clima di duro scontro e repressione interna contro gli oppositori politici dell'amministrazione di Abu Mazen, dinamica che ha visto nel corso degli anni un forte aumento delle denunce di minacce e abusi da parte dei corpi di sicurezza palestinesi.

Saqf Al-Hait come si vede teme seriamente per la sua vita, per questo ha scritto a tutti gli organi della Anp dal primo ministro fino ai comandanti della polizia palestinese.

Chiudo qui con poche righe sul caso Banat, che era amico di Saqf Al-Hait:

Nizar Banat era un noto attivista politico e per i diritti umani palestinese, candidato alle elezioni parlamentari (poi rinviate) con la lista Freedom and Dignity.

• Le critiche al regime: Era una delle voci più aperte e sferzanti contro i vertici dell'ANP, Fatah e Abu Mazen, denunciando pubblicamente la corruzione dilagante, l'autoritarismo e il coordinamento per la sicurezza con Israele.

• Il tragico epilogo: Nel giugno del 2021, dopo aver denunciato di essere braccato.

• all'intelligence palestinese per i suoi video di protesta, Banat è stato prelevato con la forza nella sua abitazione a Hebron da circa 25 agenti delle forze di sicurezza palestinesi. È deceduto poco dopo l'arresto a causa delle gravi percosse e violenze subite, scatenando un'ondata di imponenti proteste di piazza a Ramallah e in Cisgiordania contro il governo di Abu Mazen.

Dopo indagini e processo farsa sono stati rilasciati gli assassini di Banat e nessuno ha pagato per la sua morte.

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