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Mondiali: USA respingono arbitro, tifosi e giornalisti
di Rita Newton
Mondiali di calcio con respingimenti alla frontiera USA perquisizioni supplementari per alcune squadre.
Fra respinti un arbitro somalo, nel 2025 nominato miglior arbitro del continente, mentre a 90 tifosi del Marocco è stato negato il visto per “dubbi sulla loro intenzione di tornare a casa”.
I giocatori della nazionale del Senegal e dell’Uzbekistan sono stati sottoposti a rigidi controlli in aeroporto subito dopo l'atterraggio con sequestro dei documenti e beni personali. Giornalisti provenienti da Africa, Iran, e altri Paesi si sono visti negare i visti o hanno potuto entrare una sola volta negli USA, non potendo quindi seguire le partite tra Stati Uniti, Canada e Messico.
L'arbitro somalo Omar Abdulkadir Artan aveva un passaporto diplomatico rilasciato dall'ambasciata somala a Nairobi e tutte le carte in regola, ma a Miami gli agenti di frontiera lo hanno sottoposto a "un'ispezione aggiuntiva". Lo hanno trattenuto, controllato, interrogato. E alla fine gli hanno comunicato che era "inammissibile a causa di problemi di verifica".
La Somalia è inclusa nella lista dei Paesi soggetti a divieto di viaggio introdotta dall'amministrazione Trump. Per questo Paese in particolare c'è il fatto che Israele ha riconosciuto lo Stato del Somaliland, che è una regione della Somalia comoda strategicamente per Tel Aviv, e ovviamente la Somalia non accetta che una parte del proprio Stato si sia staccata arbitrariamente proclamando l'indipendenza.
Quindi la Somalia è automaticamente diventata invisa agli USA, e Trump in vari discorsi l'ha demonizzata.
La FIFA afferma che è il governo ospitante a determinare chi viene ammesso nel proprio Paese sostiene di non poter far nulla.
In realtà la FIFA, conoscendo il bando statunitense, avrebbe potuto organizzare le partite in modo che Abdulkadir Artan dovesse arbitrare solo quelle che si terranno al di fuori del territorio USA, in Canada e in Messico. Invece lasciando le cose al caso ha fatto sottoporre l'arbitro somalo ad una umiliazione ad un viaggio aereo a vuoto.
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