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Libano: Ben-Gvir propone di rapire donne e giovani per pressare Hzbollah
di Leandro Leggeri
Il ministro della Sicurezza nazionale israeliano, Itamar Ben Gvir, ha proposto di detenere donne e giovani libanesi come strumento di pressione contro Hezbollah. La dichiarazione sarebbe stata pronunciata nel corso di una riunione del gabinetto di sicurezza israeliano dedicata all'andamento delle operazioni militari in Libano.
«Dobbiamo iniziare a pensare fuori dagli schemi riguardo a Hezbollah», avrebbe affermato Ben Gvir. «Conquistare territori e uccidere molti terroristi, ma anche arrestare le loro donne e i loro giovani e portarli nelle prigioni per terroristi. È questo che li colpisce di più».
Secondo quanto riportato da Middle East Eye, durante la stessa riunione diversi esponenti del governo israeliano avrebbero sostenuto un ulteriore ampliamento dell'offensiva in Libano e un aumento delle spese militari. Il ministro Yitzhak Wasserlauf avrebbe invitato il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich a destinare maggiori risorse alle operazioni belliche, mentre il ministro della Difesa Israel Katz avrebbe sostenuto la necessità di intensificare ulteriormente gli armamenti.
L'articolo ricorda inoltre che Israele continua ad applicare la controversa normativa sugli "unlawful combatants", introdotta nel 2002, che consente la detenzione a tempo indeterminato senza incriminazione formale. Secondo i dati citati, 1.316 persone risultano attualmente detenute in base a questa legislazione, tra cui palestinesi provenienti da Gaza e cittadini siriani. Organizzazioni per i diritti umani hanno più volte denunciato questa pratica come incompatibile con il diritto internazionale.
Sul terreno, nonostante il cessate il fuoco annunciato dagli Stati Uniti il 17 aprile, le ostilità non si sono fermate. Secondo il ministro della Difesa libanese Michel Menassa, Israele avrebbe condotto circa 3.500 attacchi e centinaia di esplosioni controllate dall'entrata in vigore della tregua.
Il ministero della Salute libanese riferisce che almeno 3.637 persone sono state uccise dall'inizio dell'ultima offensiva, di cui oltre 800 dopo il cessate il fuoco, mentre circa 1,2 milioni di persone sarebbero state costrette a lasciare le proprie abitazioni. Dal lato israeliano, almeno 34 persone sarebbero morte negli attacchi di Hezbollah dall'inizio dell'escalation di marzo.
Le dichiarazioni attribuite a Ben Gvir hanno suscitato nuove polemiche, poiché l'ipotesi di detenere civili per esercitare pressioni su un'organizzazione armata solleva interrogativi sul rispetto delle norme del diritto internazionale umanitario e sul rischio di un'ulteriore escalation del conflitto.
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