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08 giugno 2026
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Iran cambia le priorità occidentali
di Rossella Ahmad

L'Iran sta mettendo fine ad un principio nato dal suprematismo e vegetato all'ombra del colonialismo, che è la vera malattia incurabile dell'occidente: la pretesa cioè che la Sicurezza dell'Homo Occidentalis sia valore assoluto, categoria esistente di per sé.

Questo principio è stato sublimato e portato alle massime conseguenze dallo stato suprematista ed etnocratico nato dalla colonizzazione della Palestina.

Un atto di suprematismo coloniale in nuce, che riteneva plausibile la pulizia etnica dei nativi per fare spazio ad un progetto occidentale di insediamento e rapina.

Quando si enfatizza la sicurezza di israele come prioritaria rispetto a vite umane innocenti, si pongono in realtà le basi per il radicamento del principio di superiorità etnica - anche se qui si parla di un concetto molto più ampio dell'appartenenza etnica che, nel caso di israele, ovviamente non esiste.

Sono le parole di Giorgia Meloni e di tanti altri involucri privi di contenuto all'indomani dell'attacco della Resistenza del 7 ottobre, che sdoganavano presso l'uomo della strada il principio della gerarchia tra umani. Per la sicurezza di Israele - mi correggo: per consentire ad israele di espandersi come un palloncino rendendo carta igienica la legge internazionale - è lecita l'uccisione di un numero imprecisato di persone.

La carneficina messa in atto per la liberazione di quattro ostaggi israeliani sancì definitivamente il valore sul mercato del sangue umano, che si stabilizzò nella cifra di 50 untermenschen periti per ogni eletto salvato. Ed i festeggiamenti e le congratulazioni che piovvero da ogni cancelleria occidentale la dice lunga sul valore non soltanto relativo ma anche assoluto assegnato al sangue arabo versato in quell'occasione. Ed in molte altre. Per la prima volta un paese ristabilisce l'ordine naturale delle cose - la Resistenza lo aveva già fatto da tempo. Uno vale uno ad ogni latitudine, longitudine e spazio sottile. Non esistono né eletti né complessi di inferiorità né aneliti di sudditanza privilegiata.

Se mi colpisci, ti colpisco. Se vuoi seminare la corruzione sulla terra, fermerò la tua mano. Se in ottant' anni di prepotenza e di impunità hai introiettato la percezione del sangue a buon mercato dei nostri figli, te ne chiederò conto. Goccia dopo goccia. Dovrai rispondere dei nostri paesi devastati. Palmo di terra dopo palmo di terra.

Della natura che hai violato. Stelo d'erba dopo stello d'erba. È l'ordine cosmico che lo esige.

Qualcuno doveva pur cominciare a farlo. L'Iran si è assunto quest'onere. I precursori, gli anticipatori, quelli che indicano la strada e poi la tracciano agiscono non perché sia facile, o comodo. Tutt'altro.

Ma giunge il momento in cui il dovere categorico del giusto, a cui spontaneamente l'uomo tende, si impone anche sulla propria naturale tendenza all'auto-conservazione, che ovviamente conservazione non è poiché non vi è salvezza né dignità nella nuda vita, in un'esistenza. aliena al concetto di Altissimo Vivere che i palestinesi hanno reso non negoziabile in quasi cento anni di lotta.

Se il genocidio è il crimine dei crimini, se il Male agisce indisturbato , se esiste ancora una logica elementare ed il logon didonai su cui si fonda il pensiero razionale, chi vi si oppone è l'eroe degli eroi, e chi ne prenda le distanze per motivi di fallace ideologia è come chi prende le distanze dalla Resistenza palestinese.

Non sa di cosa parla, e sporca il nome di Palestina con il solo pronunciarlo.

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