Osservatorio sulla legalita' e sui diritti
Osservatorio sulla legalita' onlusscopi, attivita', referenti, i comitati, il presidenteinvia domande, interventi, suggerimentihome osservatorio onlusnews settimanale gratuitaprima pagina
07 giugno 2026
tutti gli speciali

Come rigirare le frittate
di Elisa Fontana *

Italo Boccchino, nei consueti panni di trombettiere di regime, tiene aperta da giorni una polemica apparentemente ridicola, ma non troppo. Innalza alti lai contro Paola Cortellessi che, ripercorrendo la nascita della Repubblica e il ruolo e l’apporto che dettero le donne, ha avuto l’ardire di non citare Giorgia Meloni, in qualità di prima donna ad essere diventata presidente del Consiglio.

Ora, è chiaro che il primo livello di lettura è quello di sollevare le masse contro questa ingiusta dimenticanza nei confronti di colei che avrebbe dimostrato di aver sfondato il tetto di cristallo, comunicando a tutti, come primissimo atto politico femminista, di voler essere chiamata il presidente. Il solito esercizio di vittimismo lacrimevole, insomma. Esercizio che, in verità mostra la corda, se solo si leggono i commenti sotto i suoi video, ma possiamo andare oltre.

Il secondo livello di lettura di questa irrinunciabile polemica è appunto il voler sottolineare come gli apparati, i radical chic, i sinistri, i centri sociali e metteteci dentro chi volete, si rifiutino di riconoscere il ruolo politico di Giorgina e l’importanza storica della sua elezione. E qui, devo dire, come rigiratore di frittate Italo Bocchino non ha rivali.

E no, caro Italo i termini della questione vanno proprio rovesciati. Non c’è una congiura giudodemoplutaica come amereste definirla ai danni di Giorgina, nessuno le disconosce la legittimità democratica della sua elezione e il suo ruolo. Non siamo noi (chiunque sia questo “noi” che ci attribuisci) a non riconoscerla. E’ piuttosto lei, con tutto il partito e i militanti, più cespugli annessi, a non riconoscere noi cittadini di una Italia repubblicana nata dalla Resistenza e da libere votazioni, dopo aver sopportato 20 anni di dittatura fascista e una guerra ignominiosa finita in modo ancor più vergognoso.

La mia non è una tirata propagandistica, mi rifaccio semplicemente alle parole della presidenterrima. Che ancora nel 2018, con a fianco il prode Lollobrigida, dentro la Camera dei Deputati cianciava del 25 aprile e del 2 giugno come “feste divisive”, fino a proporre di spostare la parata al 4 novembre. Talmente divisive che, una volta arrivati al potere, non sapevano più dove scappare (ah, i corsi e ricorsi storici…), chi se ne andava a Praga sulla tomba di Ian Palach, chi non si faceva vedere proprio, chi, costretto e malparato, si presentava con irridenti scarpe da ginnastica per salire sull’altare della patria.

Non c’è mai stata da parte sua una parola, una sola, che sia stata di riconoscimento della Repubblica e della sua storia, delle responsabilità politiche che le sue “radici che non gelano” hanno avuto nella storia d’Italia. Il suo è sempre stato un dialogo ininterrotto con i camerati della galassia fascista, un rivendicare orgogliosamente la propria storia, culminata quest’anno persino nel ricordo appassionato di quel Giorgio Almirante razzista e fucilatore di partigiani.

E dunque, caro Italo, non è la Repubblica che non riconosce il ruolo di Meloni, è Meloni e il suo entourage che non riconoscono questa Repubblica. Prova ne sia l’ultimo spot dell’Istituto Luce in cui in una Roma storicamente inesistente una donna si convince ad andare a votare non già per quello che era accaduto, per se stessa, per tutti, ma solo perché alla fine veniva eletta Giorgia Meloni.

Dopo il voto di Meloni in Parlamento che sanciva che Ruby Rubacuori era la nipote di Mubarak, questo spot alza l’asticella del ridicolo oltre ogni aspettativa: siete davvero imbattibili, ma almeno non fate le vittime.

* Coordinatrice Commissione Politica e Questione morale dell'Osservatorio


per approfondire...

Dossier diritti

_____
NB: I CONTENUTI DEL SITO POSSONO ESSERE PRELEVATI
CITANDO L'AUTORE E LINKANDO
www.osservatoriosullalegalita.org

°
avviso legale