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07 giugno 2026
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Israele addestra l'esercito per manipolare l'opinione pubblica
trad. di Antonella Salamone

Un bando di gara del Ministero della Difesa, trapelato online, illustra il programma di addestramento dell'esercito per manipolare l'opinione pubblica in Israele e all'estero.

Da Illy Pe'ery, 4 giugno 2026

Secondo un bando di gara interno del Ministero della Difesa, pubblicato lo scorso Luglio e ottenuto dal sito investigativo israeliano The Hottest Place in Hell, l'apparato di difesa israeliano sta addestrando soldati e altri funzionari della difesa a condurre operazioni psicologiche volte a "influenzare la coscienza pubblica" in Israele e all'estero.

Tra i corsi offerti figurano lezioni su come utilizzare i dati per plasmare in modo mirato gli atteggiamenti e le azioni del pubblico di riferimento, sulla raccolta di informazioni per tali operazioni e sulla formazione di influencer. La maggior parte dei corsi è orientata verso operazioni di influenza "offensive", ovvero quelle volte a perturbare o manipolare attivamente le convinzioni, gli atteggiamenti e i comportamenti del pubblico di riferimento.

In un corso, i partecipanti imparano ad applicare le tecniche "Black Hat", un termine usato per descrivere metodi di manipolazione che aggirano le regole delle piattaforme tecnologiche in materia di criminalità informatica, guerra cibernetica o altre attività dannose. Il corso dell'esercito afferma esplicitamente che questo modulo è progettato per "la distribuzione e la promozione di contenuti illegittimi utilizzando strumenti e soluzioni tecnologiche, un percorso che aggira Facebook e Google".

Un altro corso insegna ai partecipanti come pianificare "operazioni di informazione allo scopo di influenzare la coscienza pubblica a livello locale e internazionale", compreso come creare e diffondere messaggi mirati a una popolazione target, valutarne l'impatto e applicare quanto appreso alle "operazioni future".

"Fondamenti di propaganda"

Secondo il bando, il programma di formazione prevede otto corsi all'anno: tre sulle operazioni di influenza, due sull'"intelligence sull'influenza" e tre sulla formazione all'"attivismo online".

Un modulo, intitolato "Fondamenti di guerra psicologica, propaganda, inganno, legittimità e diplomazia pubblica, e segmentazione delle popolazioni target con particolare attenzione al pubblico straniero", include istruzioni su come identificare le strategie di influenza avversarie, le narrazioni e le immagini, nonché i deepfake, la guerra psicologica, la propaganda, l'inganno, la legittimità e la diplomazia pubblica.

Alcuni corsi, tra cui quelli su operazioni di influenza, intelligence d'influenza e attivismo online, saranno tenuti in inglese per "partner stranieri", la cui identità non è specificata.

Oltre a fornire materia prima per le operazioni psicologiche, l'intelligence viene presentata anche come strumento per misurarne l'impatto. Il risultato è un ciclo chiuso: l'intelligence raccoglie dati sul pubblico di riferimento; le campagne di influenza cercano di plasmarne le percezioni; e gli strumenti di intelligence vengono poi utilizzati per valutare in tempo reale se il messaggio ha funzionato o necessita di essere perfezionato.

La sezione sull'"intelligence culturale" estende questa logica al campo della profilazione sociale e psicologica. I partecipanti vengono addestrati ad analizzare le popolazioni target, in particolare il pubblico straniero, attraverso i loro codici culturali, le sensibilità sociali e i contesti politici, al fine di elaborare messaggi con maggiori probabilità di penetrazione e persuasione.

In risposta a una richiesta di commento, un portavoce dell'esercito israeliano ha descritto il programma come "un corso accademico per il personale impegnato nelle attività di influenza e sensibilizzazione nelle Forze di Difesa Israeliane", aggiungendo che il suo scopo era "l'arricchimento personale". Ha inoltre affermato che "opera nel rispetto della legge e di procedure chiare, in conformità con le direttive dei vertici politici".

Tuttavia, come rivelato da una recente inchiesta di The Hottest Place in Hell, l'esercito non limita questi metodi al solo ambito dell'"arricchimento personale". Tra l'ottobre 2023 e il dicembre 2024, l'Unità Portavoce delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) ha condotto un'operazione psicologica rivolta sia al pubblico israeliano che a quello internazionale, sotto le spoglie di un'"organizzazione giornalistica senza scopo di lucro" specializzata nel "fact-checking" delle affermazioni relative alla guerra di Israele a Gaza.

Nell'ambito di tale operazione, decine di video che promuovevano i punti di vista dell'esercito israeliano sono stati pubblicati senza la dovuta trasparenza, mentre influencer in Israele e all'estero sono stati reclutati per amplificare messaggi dettati direttamente dai militari. Quella che all'epoca fu smascherata come un'iniziativa isolata, ora appare come parte di un più ampio sforzo a lungo termine da parte dell'apparato di difesa israeliano per istituzionalizzare le operazioni di influenza su scala nazionale e internazionale.

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