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Iraq: presenza di Tom Barrack possibile pericolo per i curdi
di Shorsh Surme *
La nomina di Tom Barrack a Inviato Speciale del Presidente Trump per l’Iraq viene interpretata da molti osservatori come un segnale di un cambiamento strategico profondo nella politica statunitense verso Baghdad. Tuttavia, dal punto di vista curdo, questa presenza suscita preoccupazioni concrete, legate sia al profilo personale di Barrack sia alla visione politica che egli ha espresso negli ultimi anni.
1. Una visione critica del federalismo iracheno
Barrack ha pi� volte manifestato una posizione scettica verso il federalismo post 2003, considerandolo una delle cause dell’indebolimento dello Stato iracheno. Per i Curdi, che hanno costruito la propria autonomia proprio sul modello federale, questa impostazione rappresenta un campanello d’allarme: un inviato con accesso diretto alla Casa Bianca potrebbe sostenere politiche volte a ricentralizzare il potere a Baghdad, riducendo gli spazi politici e amministrativi del Kurdistan.
2. Un approccio pragmatico che privilegia gli equilibri regionali
Barrack � noto per il suo stile diretto e per la capacit� di trattare con attori regionali come Turchia e Israele. Questo significa che potrebbe adottare una linea pi� accomodante verso Ankara, soprattutto sul dossier delle milizie curde in Siria e sulle operazioni militari turche nel Kurdistan iracheno. Un inviato che considera la Turchia un partner strategico potrebbe sacrificare gli interessi curdi in nome della stabilit� regionale.
3. Una priorit�: contenere l’Iran, non proteggere i Curdi
La nuova strategia americana in Iraq � fortemente orientata al contenimento dell’Iran. In questo quadro, i Curdi rischiano di diventare strumentali, non centrali:
- se il Kurdistan serve come cuscinetto contro Teheran, verr� sostenuto;
se invece un accordo con Baghdad o con attori sciiti appare pi� utile, Washington potrebbe ridurre il proprio impegno verso Erbil.
Barrack, con la sua visione realista e transazionale, potrebbe privilegiare accordi rapidi con il governo centrale, anche a costo di mettere in secondo piano le rivendicazioni curde.
4. Il rischio di una pressione economica sul Kurdistan
La sua esperienza come uomo d’affari suggerisce che Barrack potrebbe spingere per una maggiore integrazione economica dell’Iraq con gli Stati Uniti.
Questo potrebbe tradursi in pressioni su Erbil affinch�:
rinunci a parte della propria autonomia energetica,
accetti nuovi meccanismi di controllo federale sulle risorse,
riduca la dipendenza economica dall’estero (in particolare dalla Turchia).
Per il Kurdistan, ci� significherebbe meno margini di manovra e maggiore vulnerabilit� politica.
5. Un inviato “presidenziale�, non diplomatico
Barrack non rappresenta solo il Dipartimento di Stato: rappresenta Trump in persona. Questo gli conferisce un potere negoziale enorme, ma anche una libert� d’azione che pu� aggirare i canali diplomatici tradizionali, spesso pi� sensibili alle minoranze e ai diritti umani.
Un inviato cos� vicino al Presidente pu� imporre decisioni rapide e drastiche, senza il bilanciamento istituzionale che normalmente protegge gli attori pi� vulnerabili, tra cui i Curdi.
* Direttore di Panorama Curdo, Componente del Comitato Scientifico dell'Osservatorio
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