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Difensori delle tradizioni cristiane
di Rita Newton
I social e i media sono pieni di riferimenti alla necessità di difendere la nostra cultura contro le culture e religioni dei migranti. Alcuni politici - come Meloni e Salvini - si sono in qualche momento elettorale detti cristiani a beneficio dell'elettorato cattolico, salvo poi razzolare mal quanto a vita privata o comportamenti verso chi soffre.
Forse sono troppo vecchia, ma solo io ricordo i leghisti che dicevano di difendere le radici cristiane d'Europa e poi chiamavano i figlio Eridano come il mitologico dio del fiume (Bossi), o si sposavano davanti ad un druido con rito celtico (Calderoli e Castelli)?
Nel 2001 l'europarlamentare della Lega Nord, Mario Borghezio, fu accusato in concorso in incendio, insieme con altri sei esponenti leghisti, per aver dato fuoco ai pagliericci di alcuni immigrati. La Corte di Cassazione confermò la sentenza di condanna al pagamento di oltre 3000 euro emessa nel 2004 dalla Corte di Appello di Torino.
Nel 2009 Fabio Betti, coordinatore dei Giovani Padani del Medio Verbano e il figlio di Bossi Renzo, amministratore del sito della Lega, svilupparono e misero online il gioco "rimbalza il clandestino", il cui scopo era respingere le barche con gli immigrati a bordo, cliccandoci sopra, e facendole sparire dallo schermo.
Perdeva chi non riusciva a contenere l'invasione dei "nemici", ottenendo un messaggio di "game over", insieme a un invito a ritentare la fortuna: "Prova ancora. Vedrai che la prossima volta riuscirai a dimostrare di essere un vero leghista".
E il comportamento di Salvini sui migranti e i morti in mare - da ministro e da parlamentare - non è stato certo da cristiano, anche se il nostro si è comporta come nemmeno un frate farebbe: dichiarazioni sulla Madonna (che tanto non può parlare), collezione di rosari e altre amenità da cristiano autodichiarato.
Però vederlo in azione con queste pantomime fasulle dà il voltastomaco.
 
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