 |
Svizzera: tribunale riconosce il genocidio a Gaza e legittima la protesta
di Gabriella Mira Marq
Decisione storica di un tribunale svizzero che, nel riconoscere come legittima la protesta a favore della Palestina, ha stabilito alcuni importanti principi, fra cui che a Gaza è in corso un genocidio.
Il Tribunale penale di Ginevra ha assolto cinque membri del Collettivo Urgence Palestine, processati per aver partecipato a diverse manifestazioni pacifiche di denuncia del genocidio a Gaza.
Gli attvisti, rappresentati dagli avvocati Olivier Peter ed Emma Lidén (Peter & Moreau), insieme a Jan Fermon, avvocato belga specializzato in diritto internazionale, contestavano sedici multe che erano state comminate loro, per un totale di 6.400 franchi svizzeri, oltre alle ingenti spese legali e processuali.
In una sentenza senza precedenti, il Tribunale ha stabilito che a Gaza è in corso un genocidio, basandosi sui rapporti internazionali presentati come prove e sulla testimonianza di Raji Sourani, direttore del Centro palestinese per i diritti umani.
Durante la sua testimonianza, Sourani ha sottolineato che "i movimenti di solidarietà possono rompere la cospirazione del silenzio e dare voce a chi non ne ha; senza di essi, la situazione potrebbe essere cento volte peggiore".
La Corte ha inoltre stabilito che le sanzioni imposte ai manifestanti costituivano un'ingerenza ingiustificata nel diritto di riunione pacifica, tutelato dall'articolo 11 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU).
Ritenendo che l'ingerenza non perseguisse alcun fine legittimo, non necessario in una società democratica, la Corte ha assolto tutti gli imputati.
Vista anche la repressione del dissenso pro-Pal attuata in vari paesi occidentali, questa decisione rappresenta una forte affermazione della solidarietà internazionale con il popolo palestinese e della necessità di proteggere la protesta pacifica di fronte al genocidio in corso.
VAI A TUTTE LE NOTIZIE SU GAZA
 
Dossier
diritti
|
|