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Israele massacra a Gaza e moltiplica l’export di sistemi d’arma
di Antonio Mazzeo
Il genocidio del popolo palestinese di Gaza è la migliore vetrina mondiale per i prodotti di morte del complesso militare-industriale israeliano.
Secondo il ministero della Difesa di Tel Aviv nel 2025 le esportazioni di armi israeliane hanno raggiunto il valore record di 19,2 miliardi di dollari, il 30% in più di quanto ottenuto nel corso dell'anno precedente e il doppio di cinque anni fa.
Il 53% dei contratti di esportazione ha avuto un valore superiore ai 100 milioni di dollari, mentre hanno superato il dato complessivo di 10 miliardi gli accordi Governo-Governo (G2), cioè quasi metà dell'intero ammontare delle esportazioni di armi.
I sistemi missilistici e di "difesa aerea" hanno rappresentato il 29% del totale dell'export, seguiti da sistemi di sorveglianza ed ingegneria elettronica avanzata (22%). Rilevante il valore dell'export relativo a sistemi radar, avionica, guerra elettronica e centri di comando e controllo.
Principali clienti del complesso militare industriale israeliano si confermano i paesi europei con il 36% delle commesse, seguiti dai paesi di Asa e del Pacifico (32%), Medio Oriente e Nord Africa (15%) e Nord America (13%).
Il massacro di donne e bambini inermi nella Striscia di Gaza, Libano, Siria, Yemen e Iran è stato davvero un ottimo affare per lo Stato sionista.
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