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Zelensky scrive a Putin una lettera aperta
di Francesco Dall'Aglio *
La lettera (aperta, ndr) con la quale Zelensky invita Putin a un incontro è due pagine di insulti e minacce e poco altro (a guardar bene ci sono un paio di ammissioni abbastanza sostanziose, ma bisogna un po' scavare).
È un testo che riproduce tutte le argomentazioni dei NAFO e pare costruito apposta per rallegrali, a partire dallo stile oscillante tra il delirio di onnipotenza, la fantasia di vendetta e la struttura passivo-aggressiva: e loro infatti se ne rallegrano, e affollano entusiasti ogni pagina con i loro commenti.
È molto probabile quindi che la versione diffusa dalla stampa non sia quella che secondo le autorità ucraine è stata inoltrata a Mosca, perché verrebbe immediatamente rimandata al mittente.
Se dunque c'è davvero una proposta di incontro a livello di capi di stato, ovvero decisivo, lo scopriremo se e quando decideranno davvero di incontrarsi: e se si incontreranno è perché le rispettive diplomazie hanno già lavorato e trovato una qualche specie di convergenza.
Dobbiamo dunque dedurre che la proposta ucraina, sempre ammesso che esista davvero, conterrà sostanziali modifiche alla base negoziale ucraino/europea che, ricordo, prevede il ritiro della Russia da tutti i territori occupati, il pagamento di tutte le spese di guerra, la smilitarizzazione almeno parziale o totale dell'esercito russo, la consegna delle autorità russe a un tribunale speciale e altre varie ed eventuali.
Perché se le condizioni restano queste non vedo come e perché la Russia dovrebbe accettare. Resta anche il nodo del cessate il fuoco prima di iniziare i negoziati, che l'Ucraina vuole e la Russia no, perché due Minsk sono state sufficienti. La soluzione, temo, è ancora lontana.
* Esperto di lingue e culture dell'Europa Orientale, Componente del Comitato Scientifico dell'Osservatorio
 
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