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Negare il genocidio
di Rosa Rinaldi
Mentre in Italia ci si spertica ancora sull'ennesima difesa di Erri de Luca (che sarebbe stato "escluso" dal Festival Salerno Letteratura, mentre in realtà è lui che ha dichiarato:
..." non collaborerò con nessun evento o forum in cui si parli di genocidio in riferimento a Gaza"), Israele ancora una volta dimostra all'Italia chi comanda.
Mahmoud al Najjar è uno studente palestinese laureato in ingegneria, con un master in business administration.
Stava lavorando a un progetto di ricerca sull’uso dell’intelligenza artificiale per la ricostruzione di Gaza e già da mesi aveva ottenuto l'autorizzazione per venire a studiare in Italia e frequentare un master in economia dello sviluppo a Tor Vergata.
A Gaza Israele gli aveva ammazzato la moglie e quattro figli.
Ora, finalmente, sembrava che gli stesse aprendo davanti un futuro meno doloroso. Ma così non è.
Israele lunedì l'ha arrestato e delle sue sorti non si sa nulla.
"È un terrorista", è stato l'accusa ufficiale, come sempre non corroborata da nessuna prova. Perché Israele non ha bisogno di fornire prove, basta la parola per portare avanti arresti, sequestri e ammazzatine.
La sensazione in realtà è quella che Israele voglia bloccare a tutti i costi questi canali di evacuazione, già risicati a lumicino, per impedire che giovani palestinesi possano rifarsi una vita altrove, magari portando avanti la memoria della Palestina.
E la sensazione è anche quella di voler inquinare le opinioni pubbliche occidentali, facendo credere che i canali di evacuazione servano a "far uscire terroristi da Gaza". Ho già letto commenti in questo senso.
Mentre i veri terroristi, i militari IDF, vengono in Italia a farsi le vacanze, ricordiamolo.
È proprio l'identità stessa dei Palestinesi che Israele vuole distruggere, spingendo la gente comune (e meno strutturata) a credere che il Palestinese medio sia un selvaggio ignorante terrorista bifolco, esattamente come viene descritto nei testi scolastici israeliani e come viene dipinto dai razzisti nostrani.
Ricordiamo anche la pesante campagna di criminalizzazione e delegittimazione dell' UNRWA, oggi completamente dissanguata nel suo potenziale operativo, condotta da Israele attraverso accuse (mai dimostrate!) di collusione con il terrorismo.
Si sa come funziona: metti in giro una voce (senza prove) e presto diventerà verità nel senso comune, difficilissima da debunkerare.
E ricordiamo anche che Israele impedisce con mille cavilli anche a malati gravi e mutilati di uscire da Gaza, anche solo per andarsi a curare in Cisgiordania. Cosa che non avviene in nessun altro conflitto nel mondo.
Ma intanto in Italia i soloni pensano bene di perdere tempo a difendere un negazionista come De Luca", uno che sostiene che a Gaza
"non è genocidio perché l'esercito avvisa e sposta la popolazione".
La storiella del rispetto di tutte le opinioni è diventata ridicola.
Queste non sono opinioni, ma vere e proprie fake, costruite sul peggiore negazionismo totalmente controfattuale.
A Gaza non esiste zona sicura, sono state bombardate tende di sfollati, zone di distribuzione di acqua e cibo, corridoi di fuga, ospedali, tende rifugio. E questo anche poche ore fa.
Mi chiedo come avrebbe potuto il direttore del Festival di Salerno lasciare la prolusione inaugurale ad un negazionista del genere, mentre a Gaza ancora oggi si alza il fuoco delle tende dove i bambini vengono bruciati vivi.
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