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LIDICE, 4 GIUGNO 1942
di
Rinaldo Battaglia *
Nel 1949, 4 anni dopo la guerra, si volle ricostituire Lidice, prima piccolo paese di 1.000 anime sulla strada che portava a Praga.
Ma per il rispetto a quei morti innocenti, lo si edificò solo poco vicino.
Vent’anni dopo un’artista ceca, Marie Uchytilovà, iniziò un’opera che non riuscì a completare per problemi finanziari e l’improvvisa sua morte. Una città danese, la piccola Albertslund, venne in soccorso, mise i fondi e la fece concludere. Oggi è visibile. È una scultura in bronzo con gli 82 ragazzi gasati a Chelmno, 42 bambine e 40 maschi.
Nel 1962 la nostra Marzabotto si gemellò con la nuova Lidice, paesi diversi, lontani tra loro 1.000 km, ma con la porta d’entrata comunicante e resi vicini di pochi passi da storie uguali, parallele, segnate dal medesimo sangue.
Marzabotto la Lidice italiana, Lidice la Podhum ceca, Podhum la Marzabotto croata. Anelli insanguinati della stessa catena.
Non sta a me dire cosa ci fosse di diverso in quelle tre stragi.
Chi cercasse, per ignoranza o convinzione politica – o peggio storica – delle differenze, è pregato di spiegarlo ai bambini, alle donne, agli uomini di uno, a sua libera scelta, di quei tre paesi.
4 giugno 2026 - 82 anni dopo
* Coordinatore Commissione Storia e Memoria dell'Osservatorio
 
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