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Trump: torneremo in guerra con l'Iran solo se saranno uccisi soldati USA
di Leandro Leggeri
Il presidente statunitense Donald Trump avrebbe comunicato ai propri collaboratori che gli Stati Uniti non riprenderanno le operazioni militari contro l’Iran, a meno che Teheran non uccida militari americani.
La notizia, riportata dal Wall Street Journal e ripresa dal Jerusalem Post, rappresenta uno dei segnali più chiari finora emersi sulla volontà della Casa Bianca di evitare una nuova escalation regionale.
Secondo il quotidiano statunitense, i recenti attacchi iraniani contro basi americane in Medio Oriente hanno aumentato le pressioni politiche sull'amministrazione Trump e alimentato dubbi sulla tenuta del cessate il fuoco.
Tuttavia, la riluttanza del presidente a trasformare le azioni difensive in una guerra su larga scala suggerirebbe la disponibilità ad assorbire un certo livello di tensione pur di evitare un conflitto aperto.
Le dichiarazioni attribuite a Trump arrivano poche ore dopo un'intervista del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu alla CNBC. Il leader israeliano ha affermato che Stati Uniti e Israele sarebbero pronti a tornare all'azione militare qualora lo ritenessero necessario, sottolineando che la decisione finale spetta comunque al presidente americano.
Le due posizioni evidenziano una differenza di accenti significativa. Da un lato Netanyahu continua a mantenere la pressione sull'Iran e a ribadire la disponibilità a nuove operazioni. Dall'altro Trump sembra voler fissare una soglia molto precisa per un eventuale ritorno alla guerra: la morte di soldati statunitensi.
Sul piano politico interno, la scelta appare coerente con la crescente opposizione del Congresso alla prosecuzione del conflitto e con il peso che l'aumento dei prezzi energetici sta avendo sull'opinione pubblica americana a pochi mesi dalle elezioni di medio termine.
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